Improvvisa morte del dirigente Langianni
Aveva 54 anni. Era alla guida del settore controllo e recupero crediti. «Una grave perdita»
Luca Langianni, apprezzato dirigente della Carife, è stato stroncato ieri da un attacco fulminante, probabilmente un infarto cardiaco. Aveva 54 anni. I colleghi ieri mattina si sono sorpresi dell’insolito ritardo, essendo Langianni una persona scrupolosa e un lavoratore diligente. Poi è arrivata la sconfortante notizia che Langianni era morto nella sua abitazione in città. Luca Langianni lascia nel dolore la consorte, anche lei una dipendente della banca, e due figli di 13 e 20 anni. Langianni era entrato in banca giovanissimo - erano anche gli anni in cui praticava la pallacanestro - e partendo dalle più basse qualifiche era arrivato a ricoprire ruoli di sempre maggiore responsabilità, fino a diventare un quadro direttivo. Da alcuni anni il suo settore di competenza era quello dei crediti anomali; aveva assunto la direzione del Controllo e recupero crediti 5 anni fa, un ruolo al quale era stato assegnato nel periodo 2009-2010, quando era direttore generale Giuseppe Grassano, il quale era subentrato a Gennaro Murolo e aveva necessità di rinnovare la struttura dirigenziale della banca. Il recupero crediti è un ambito delicato, non è mai stato nè mai sarà un lavoro facile, e in questi anni di prolungata crisi economica e di difficoltà per la Carife il cimento per Langianni deve essere stato sicuramente molto severo e impegnativo. Anni addietro aveva assolto a ruoli di rappresentanza sindacale per la Fisac-Cgil. Per Nicola Cavallini, attuale rappresentante Fisac, la scomparsa improvvisa di Langianni costituisce una perdita grave per la banca e un dolore intimo: «Luca era un amico personale».
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