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Nuova Carife, Fondazione in missione nella capitale

Nuova Carife, Fondazione in missione nella capitale

Maiarelli ha consegnato al ministero dell’Economia la documentazione A giorni avrà il via libera per votare sì all’assemblea generale del 30 luglio

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«Abbiamo rispettato la liturgia, ora attendiamo la risposta». Riccardo Maiarelli, presidente della Fondazione, ieri mattina ha consegnato ai funzionari del ministero dell’Economia la documentazione e il resoconto delle decisioni prese l’altro ieri da assemblea dei soci, organo di indirizzo e cda in vista dell’assemblea generale di Carife che si terrà il 30 luglio. Alla missione romana hanno preso anche il vice presidente Pier Carlo Scaramagli e il segretario della Fondazione Guido Reggio.

I tempi serrati imposti dalla convocazione dell’assemblea del 30 hanno obbligato prima la Fondazione e ora il Ministero ad accelerare i ritmi. Veri nodi da sciogliere in questo andirivieni di carte e persone tra Ferrara e Roma non ce ne sono. La Fondazione ha deciso di votare sì alla nuova Carife targata Fondo Interbancario, con annessa valutazione del titolo di 27 centesimi, ma per farlo deve avere il placet del Ministero onde scongiurare contraccolpi di natura legale e non solo. Ovviamente non si intravedono obiezioni possibili da parte del Ministero alla linea decisa dalla Fondazione non essendosi una soluzione praticabile diversa che non sia quella di votare sì il 30 luglio. Da quel giorno la Fondazione non sarà più la “padrona” della banca, ma «il più grande dei piccoli azionisti» come dice Maiarelli. Si ripartirà dal 2%. Una percentuale che potrà aumentare con la conversione in azioni Carife dei warrant che verranno distribuiti agli attuali azionisti della banca. Il diritto di opzione andrà esercitato entro la fine del 2018. Che è un tempo lontano. Di qui al 30 luglio e a settembre (quando sarà convocato una seconda assemblea generale dei soci Carife) c’è da decidere e da incidere sull’assetto della Nuova Carife, sul peso che avrà Ferrara nel futuro cda dominato dal Fondo Interbancario. Al momento l’unico nome che è circolato è quello di Sergio Cesare Capatti. Ma i giochi non sono ancora fatti.

Oggi dovrebbe invece chiudersi il capitolo sindacale. Alle 15 in Fiera l’assemblea dei dipendenti discuterà e voterà l’accordo che i sindacati hanno raggiunto con i commissari per offrire al Fondo una banca più snella e più appetibile per i futuri acquirenti.(m.p.)

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