La Nuova Ferrara

Ferrara

«Quell’uomo ha rovinato la mia attività»

Il Tar però ha imposto la chiusura. La titolare: «Abbiamo fatto ricorso, atti condizionati dai sabotaggi»

2 MINUTI DI LETTURA





E’ provata Grazia Dego, titolare dell’Hotel Torre della Vittoria, perchè, dice lei stessa con molta sofferenza, «mi sono trovata in un vortice che praticamente non finiva mai, per me è stata una cosa gravissima che ha avuto conseguenze psicologiche pesanti e la polizia ha fatto una cosa grandissima mettendovi fine». Parla al telefono e quasi singhiozza. E’ lei la vera vittima dello stalking e ora che «ho saputo dell’arresto dell’uomo che sabotava la mia attività, dopo mesi e mesi, finalmente la giustizia è arrivata». «Mi ero rivolta - spiega - alla polizia per far mettere le telecamere che hanno provato tutta la cattiveria che mi è stata fatta dalla quella persona: ho speso tanti soldi per aprire questa attività e sono arrivata ad una situazione di estrema difficoltà». Per una attività che però, è bene ricordare, ha subito una ordinanza di cessazione da parte del Comune di Ferrara, perchè senza requisiti necessari, ordinanza contro cui il bar-hotel ha fatto ricorso chiedendo sospensiva, negata dal Tar. «Ora abbiamo fatto ricorso anche al Consiglio di Stato, perchè a nostro avviso è stata la sua azione che ha condizionato i pareri di tutti: io non ce l’ho con il Comune, ma con quella persona». Che manometteva quella porta, facendola trovare aperta. «Quell’uomo - conclude la titolare - mi ha rovinata e non posso che ringraziare la polizia che permette di continuare l’attività e aiutare le famiglie dei miei dipendenti che hanno bisogno di lavorare». Lavorare e non rischiare di farsi male, ricorda il geometra Giorgio Soffritti che aiuta la Bego nella gestione di bar-hotel, rammentando fatti mai chiariti nel condominio per olio che sarebbe stato versato sulle scale, nel gennaio scorso, vicino ai contatori Enel del primo piano, staccati volutamente: «Io stesso e una nostra collaboratrice - rammenta - siamo scivolati sulle scale e abbiamo rischiato di farci male: abbiamo presentato denuncia contro ignoti e non abbiamo mai saputo chi possa essere stato». Resta il contenzioso davanti al Tar che di fatto ha imposto la chiusura dell’attività del bar: «Il Tar ha deciso- ricorda Soffritti - sulla base dei sopralluoghi svolti e dalle relazioni di vigili del fuoco e polizia municipale chiamati dallo stesso Galletti dopo aver manomesso il portone al 4° piano. Negli atti del Tar vi sono i rilievi sul portone che restava aperto, quando venivano chiamati da Galletti, e da qui la mancanza della sorvegliabilità». Atti condizionati, dunque, che ora potrebbero essere rivisti alla luce dei risultati dell’indagine penale in corso sulle manomissioni.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google