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«Accolti 521 migranti, non è emergenza»

«Accolti 521 migranti, non è emergenza»

Il punto sugli stranieri richiedenti asilo ieri in Commissione. L’assessore: «Stiamo solo facendo la nostra parte»

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«Non siamo di fronte a numeri che ci fanno pensare a un’emergenza. Stiamo facendo solo la nostra parte, né più né meno. E se tutti si comportassero come noi, il fenomeno sarebbe più facilmente gestibile». Così l’assessore Chiara Sapigni che ieri pomeriggio ha relazionato in commissione circa la situazione degli stranieri richiedenti asilo presenti sul territorio, in larga parte arrivati dall’Africa via mare.

In tutta la provincia, si tratta di 378 persone (tra cui 132 in città e 95 nelle frazioni comunali) accolte sulla base delle indicazioni della Prefettura e del progetto affidato all’Asp, cui vanno aggiunte le 59 ospitate nell’hub di Pontelagoscuro (ormai praticamente al completo) e le 84 che fanno riferimento al sistema di protezione Sprar previsto già dalla legge Bossi-Fini. In tutto quindi 521 migranti, i quali in attesa che venga esaminata la loro richiesta d’asilo (in realtà nel 95% dei casi riescono a ottenere un permesso umanitario biennale) accedono a servizi come le cure sanitarie e le lezioni di italiano, esercitando in qualche circostanza anche attività di volontariato. I costi, 35 euro al giorno a persona, sono sostenuti dal Governo e non dagli enti locali.

«La nostra scelta – ha detto la Sapigni – è accogliere piccoli gruppi in strutture contenute e diffuse sul territorio. Dove i residenti sono entrati in contatto con i migranti il muro di diffidenza si è infranto. Ai diversi bandi hanno dato la loro adesioni dieci Comuni della provincia; il nostro desiderio sarebbe coinvolgere tutti».

A fine mese scade il nuovo bando Asp per l’individuazione dei soggetti chiamati a gestire materialmente l’accoglienza, fin qui operata da una decina di realtà, tra cui la cooperativa Camelot e le associazione Viale K e Filippo Franceschi. «È scritto che il 50% dei posti è assegnato fuori dal Comune di Ferrara. Il limite di 400 è indicativo poiché è impossibile prevedere il numero dei futuri sbarchi», ha ribadito l’assessore che ha ricordato inoltre come il prefetto abbia smentito la destinazione a centro profughi dell’ex caserma di via Cisterna del Follo.

Michele Tortora, invitato a partecipare alla seduta, non era presente, come del resto nella prima riunione della commissione sicurezza, e la cosa non è stata gradita dai consiglieri. «Avrebbe potuto mandare un funzionario», ha sospirato il presidente Alberto Bova.

Critiche le opposizioni. «Quando si dice che il numero delle persone è lo stesso dell’anno scorso non è una gran conquista e i costi indiretti per i ferraresi ci sono comunque», ha sostenuto Francesco Rendine (Gol). Per Paolo Spath (Fdi) «vanno distinti i migranti per motivi umanitari da quelli economici, da qui si può partire per un’accoglienza commisurata alle nostre possibilità, stante il fatto che siamo in emergenza». «Apprezzo questa apertura – ha colto la palla al balzo Luigi Vitellio (Pd) – e invito Spath a spingere sul coinvolgimento delle Regioni di centrodestra che non ci stanno». «Dire che questa non è un’emergenza – ha obiettato Vittorio Anselmi (Forza Italia) alle parole della Sapigni – può mettere a posto le coscienze, ma allora come si spiega che Renzi va in Europa a chiedere aiuti?».

Fabio Terminali

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