Berco, rigata l’automobile di un addetto alla vigilanza
Copparo, indagano i carabinieri. Possibili collegamenti con altri episodi recenti Sull’acqua inquinata la direzione rassicura: effettuati ulteriori campionamenti
COPPARO. Il clima all’interno della Berco continua ad essere surriscaldato. Mentre la vicenda relativa ai quattro dipendenti finiti nei guai per aver postato su Facebook commenti ingiuriosi nei confronti di un paio di dirigenti dell'azienda metalmeccanica continua a fare discutere, i carabinieri stanno cercando di fare luce su un altro episodio. L’auto di un sorvegliante sarebbe infatti stata rigata da parte di ignoti. Le telecamere posiionate in vari anoli della fabbrica metalmeccanica potrebbero fornire un valido aiuto. Un episodio, che risale alla fine di maggio, che potrebbe essere collegato in una qualche maniera alla vicenda dei quattro dipendenti che avrebbero postato sul social-network commenti ingiuriosi su alcuni dirigenti la cui posizione è al vaglio dei carabinieri. I quattro devono infatti rispondere di minacce, ingiurie e diffamazione tramite il social network e i due dirigenti, informati di quanto era comparso su Fb, hanno querelato mentre si è avviata una indagine da parte dei carabinieri della compagnia di Copparo, anch'essi informati delle frasi scritte. Indagini che hanno portato a una serie di accertamenti, che poi ha portato alle denunce dei quattro, di età compresa fra i 36 e i 40 anni. «Speriamo che il clima si rasseremi - spiega Alberto Finessi, segretario regionale e provinciale dell’Ugl - perchè l’aria che si respira all’interno della fabbrica non è certamente delle migliori». Intanto la direzione aziendale ha affisso nella propria bacheca un nota relativa all’inquinamento dell’acqua potabile all’interno del proprio stabilimento, vicenda sollevata dall’Ugl, nel quale precisa che «L’ing. Orazio Astolfi, responsabile degli impianti generali di Berco SpA ha incontrato la Rsu e i Rls lunedì scorso per discutere delle possibili cause dell’evento e per individuare le azioni da intraprendere concordemente. Azienda e Rsu-Rls hanno deciso di effettuare un campionamento dell’acqua potabile e di inviarlo ad un laboratorio terzo, accreditato, adottando nell’attesa misure cautelative della salute dei lavoratori. Oggi, purtroppo, l’Azienda, convinta di aver operato con il benestare di controparte, prende atto che una delle sigle sindacali ha ritenuto necessario procedere con una denuncia agli organi competenti giustificando il fatto ome ulteriore azione a supporto di quelle intraprese dalla Società. È evidente che tale comportamento costituisce un atto di sfiducia e non una legittima preoccupazione per la salute dei lavoratori, che avrebbe potuto e dovuto essere espressa con franchezza nell’incontro con l’azienda. Gli organi preposti si sono presentati in stabilimento ed hanno effettuato alcune campionature dell’acqua la cui erogazione rimarrà sospesa fino al ricevimento da parte loro delle analisi che ne attestino la qualità e la fruibilità». Infine la Berco precisa che «con riferimento alla gestione dell’ondata di calore si precisa di non aver sottoscritto alcun accordo con la Rsu la quale, anzi, ha rifiutato di discutere la proposta aziendale di sospendere l’attività lavorativa dalle 13,30 alle 16 nelle aree a rischio. L’azienda ritiene strumentale lo sciopero degli straordinari proclamato nella giornata del sabato l8 luglio da una sigla sindacale».
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