La Nuova Ferrara

Ferrara

Ferrara, bar chiuso 4 volte. Ma è ancora aperto

di Daniele Predieri
Ferrara, bar chiuso 4 volte. Ma è ancora aperto

I retroscena dopo l'arresto dell'anziano per stalking ai danni dell'hotel in centro. Il gip Bighetti: nonostante ordini di chiusura, la titolare prosegue imperterrita l’attività grazie ad un buco amministrativo

4 MINUTI DI LETTURA





FERRARA Lo ha visto mezza Italia, dentro l’ascensore mentre scriveva sugli specchi, manometteva le fotocellule del portone scorrevole a vetri, per farlo restare sempre aperto. Tutti sanno del suo arresto per stalking, dell’aspetto penale della vicenda per cui ora Fernando Galletti, lo stalker dell’Hotel Torre della Vittoria, ha l’obbligo di firma, due volte al giorno in questura come «pena» per le sue azioni.

Quella malaburocrazia. Ciò che non è emerso finora sono gli aspetti che hanno portato questo75enne che abita nel condominio Palazzo Duomo, corso Porta Reno 17, a metter in atto le azioni di stalking. Atti gravi che non hanno e non possono aver nessuna giustificazione, come spiega il gip Monica Bighetti che nell’ordinanza contro Galletti ha inquadrato la vicenda - specchio di una malaburocrazia che nega e poi lascia fare - nel suo complesso. Spiega il giudice, infatti, che Galletti è pericoloso perchè con i suoi comportamenti «esprime ostinazione e persistenza irragionevole nell’atteggiamento percecutorio», tanto che vi è il serio pericolo che «ricominci una serie di atti molesti che hanno poi portato al suo arresto».

[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.11832812:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/ferrara/cronaca/2015/07/25/news/ho-saputo-del-locale-solo-dopo-i-litigi-interni-1.11832812]]

E’ pericoloso ma... Ma allora perchè non lo ha tenuto in «galera», come dice Galletti stesso, in casa sua, agli arresti domiciliari? «La misura non impedisce di fatto - spiega il giudice - che Galletti possa ripetere i suoi atti, perchè vivendo solo ha necessità di uscire di casa e accedere dunque alle parti condominiali». «Sufficiente», per il giudice, è l’obbligo di presentazione alla polizia due volte al giorno, con la sottolineatura (materiale nel suo atto) che «la trasgressione di tali misure o la ripetizione del reato possono portare all’aggravamento della misura, fino alla custodia cautelare in carcere». Dunque, stalker avvisato, condominio salvato!

Quattro ordini di chiusura. Lo stesso giudice, però, nell’argomentare la decisione, analizza la vicenda partendo da un fatto chiarissimo, per lui, non per chi è coinvolto: «Nonostante ad oggi siano quattro le ordinanze di chiusura dell’abusiva attività (del bar), la titolare prosegue imperterrita nella sua attività approfittando della attuale legislazione sul procedimento amministrati in materia». Lo fa, aggiunge «presentando dopo ogni notifica di chiusura, una nuova scia sostanzialmente non difforme dalle precedenti, continuando un’attività in assenza dei requisiti».

[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.11827311:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/ferrara/cronaca/2015/07/24/news/stalker-dell-hotel-arrestato-e-liberato-1.11827311]]

E boccia la procura. Insomma Galletti ha torto marcio, penalmente, ma la titolare dell’Hotel non è da meno, per il versante del diritto amministrativo. Tanto più che il giudice stesso boccia sonoramente le tesi della procura per cui se è vero che Galletti è colpevole degli atti di stalking, dice di non «concordare assolutamente con il pm nella parte in cui ritiene che l’attività persecutoria sia anche costituita dal presentare esposti infondati che hanno costretto la titolare ad una lunga e costosa vertenza giudiziaria, individuando in ciò uno degli eventi del reato».

No allo stalking giuridico. Non esiste, dunque, lo stalking giuridico che Galletti e il suo avvocato avrebbero messo in atto - secondo procura e titolare dell’albergo/bar - in questi ultimi due anni, perchè hanno espresso solo un diritto, quello di contestare davanti ai giudici quel bar. E hanno avuto ragione visto che il Comune ha sempre emesso gli ordini di chiusura dell’attività del bar - spiega il giudice e lo scrive in neretto - perchè «non è stato individuato un percorso di accesso al pubblico esercizio separato da altre aree condominiali». E allora, la famosa porta manomessa, prova provata dello stalking, per far chiudere il bar, condizionando il requisito di sorvegliabilità? «Il Comune - articola il giudice - ha precisato, ad abundantiam (con copiosa documentazione, ndr) di non ritenere sufficiente l’apposizione di un tastierino numerico alla porta di comunicazione (quella manomessa il cui video ha fatto il giro d’Italia televisivo, ndr) tra il pianerottolo del quarto piano e il corridoio di accesso degli appartamenti privati al fine di soddisfare il requisito di sorvegliabilità».

La porta uno dei motivi. La «porta» (le virgolette sono del giudice) «è solo uno dei motivi che sorreggono i provvedimenti comunali di chiusura, essendo invece fondamentale la mancata individuazione di percorsi differenziati di accesso per clienti e condomini». Ad oggi questa la situazione, domani si vedrà: il bar va chiuso, ma è aperto perchè la burocrazia lo permette. E Galletti si fa giustizia da solo, sbagliando, al momento, con cerotto e smalto...

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google