La Nuova Ferrara

Ferrara


«Ho saputo del locale solo dopo i litigi interni»

Parla l'amministratore del palazzo. Il regolamento del condominio in centro a Ferrara permette solo a McDonald’s di vendere bevande e alimenti

2 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Ha già fatto i conti dei danni, Antonio Gallerani, amministratore del condominio di Corso Porta Reno 17, teatro dello stalking sull’Hotel-Bar Torre della vittoria.

«Danni per tutti i condomini, non solo materiali e poi c’è il gravissimo episodio, non citato nelle denunce di questi giorni, di qualcuno che a gennaio ha staccato la luce e poi sparso l’olio sulle scale vicino ai contatori, qualcuno che non è stato mai scoperto».

Fatti gravi, mai accaduti prima dell’apertura del bar: ma questa attività è stata avallata dall’assemblea dei condomini?

«Io non ne sono stato mai informato, ho saputo della presenza del bar solo dopo i litigi interni. Da quel che ho potuto ricostruire, inizialmente vi era l’attività alberghiera, quindi tempo dopo è stata chiesta licenza di servizio bar».

Però nel regolamento del condominio Palazzo Duomo, a pagina 5 (destinazione ed uso dell’edificio), si legge espressamente che «l’unica attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande consentita nell’edificio è quella esercitata sotto l’insegna Mc Donald’s», ne era al corrente?

«L’ho scritto io quel regolamento, quando non ero ancora amministratore, e l’amministratore può fare solo richiami, non ha poteri di agire in giudizio senza assenso dell’assemblea».

Non vi sarebbe una violazione del regolamento? «Dal punto strettamente letterale sì, è così, ma Mc Donald’s non ha mai fatto valere questa clausola e ripeto sui regolamenti si possono fare solo richiami».

«Ma sussiste un altro problema - aggiunge Gallerani -: quando si apre una attività in un condominio, chi rilascia la licenza dovrebbe quantomeno valutare la situazione interna e i regolamenti, ma anche in questo caso c’è una sorta di buco normativo».

Cerchiamo di capire: chi gestisce una attività di hotel e bar, non è possibile l’abbia avviata senza aver avuto garanzie di poterla esercitare: il Comune di Ferrara ha rilasciato la licenza, avrebbe, in teoria, potuto valutare questo regolamento. «Per quel posso dire, ho saputo dell’apertura del bar solo dopo litigi interni: sono stato interpellato dalla gestione per confermare la separazione della famosa porta scorrevole», quella della discordia in corso.

«Si tratta di una separazione tra parte pubblica di hotel/bar e privata degli appartamenti: si dice che l’esercizio non abbia i requisiti, ma se poi questi requisiti (la porta, ndr) vengono eliminati artatamente (lo stalking, ndr)». Per finire, leggendo gli atti dei giudici, le azioni non sembrano corrette da entrambe le parti.

«C’è chi ha abusato facendosi giustizia per suo conto e chi, come dice lei, leggendomi le affermazioni del giudice, lo fatto in altro modo». (d.p.)

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google