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«Ingiusto», «Vergogna» Bufera sull’addetto stampa

«Ingiusto», «Vergogna» Bufera sull’addetto stampa

Bondeno, il Pd attacca la giunta: scandalizza vedere come usate i soldi La figura era stata soppressa nel 2009 da un voto del consiglio comunale

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BONDENO. Il Partito Democratico non le manda a dire alla giunta Bergamini, dopo averla bacchettata sulla certificazione antincendio ancora non acquisita nelle scuole di Scortichino e sulla chiusura della scuola di Pilastri.

L'ultima nube di tempesta addensatasi sui cieli della politica è il ripristino, di fatto, della figura di addetto stampa del Comune, soppressa da un voto del consiglio comunale alla fine del 2009. Ilaria Faraoni, consigliera Pd, va giù dura: «Apprendo con stupore del ripristino della figura di addetto stampa nello staff del sindaco Bergamini. Questa figura - dice Faraoni - costerà molto di più di un normalissimo impiegato di categoria C. Mi scandalizza vedere in che modo vengono utilizzati i soldi pubblici perché, se è vero che la macchina comunale necessiterebbe di un'integrazione dell'organico, è anche vero che l'urgenza c'è ed è impellente per posizioni operative. Nel corso dello scorso mandato, presentando un emendamento al bilancio, chiesi di investire maggiori risorse nel trasporto sociale per gli anziani in stato di necessità e che hanno grandi difficoltà o addirittura si trovano nell'impossibilità di raggiungere gli ambulatori medici e gli ospedali lontani da Bondeno. L'Urp registra numerosi accessi da parte dei bondenesi e lì esiste la necessità di integrare l'organico per supportare ed alleggerire gli impiegati oberati di lavoro. La biblioteca comunale effettua orario ridotto per la mancanza di personale. E la giunta cosa fa? Senza indire un concorso, assegna 1.763 euro mensili ad un addetto stampa? È una vergogna. Trovo tutto questo ingiusto». Per il segretario del Pd, Massimo Sgarbi i dubbi sono per il fatto che si sarebbe individuata una figura «residente in Trentino. Lo slogan della giunta, durante la campagna elettorale, è stato "prima i nostri", ebbene, vorremmo tanto capire chi sono i nostri».

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