La Nuova Ferrara

Ferrara

L’intervento

La morte di un nuovo schiavo

di SANDRO GUIZZARDI*
La morte di un nuovo schiavo

Cosa significa lavorare con 40 gradi e con l’asfalto che bolle a 80

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Gli articoli apparsi a pagina 11 de La Nuova Ferrara e a pagina 5 della cronaca di Ferrara del Resto del Carlino il 23 luglio 2015 inerenti il malore fatale ad un operaio edile, non è l'occasione per speculare sulla morte di un povero cristo, ma è l'occasione per tentare di portare all'attenzione dei cittadini, in questo caso ferraresi, le pesantissime condizioni di lavoro che il combinato disposto di un lavoro di per se pesante e faticoso come quello edile e, le condizioni climatiche di questi giorni insieme generano.

Tralascio volentieri tutta l'analisi della crisi, il lavoro nero, ecc, ma credo sia ineludibile alzare la voce sulla sempre maggiore mancanza di salute e sicurezza nei posti di lavoro, specie in quelli oggettivamente a rischio e, sappiamo tutti che il settore delle costruzioni è più a rischio di tanti altri.

Quando al sole per intere settimane la temperatura è fra i 36 e i 40 gradi (la maggioranza dei lavori tipici dei cantieri edili si fanno in pieno sole), quando l'asfalto raggiunge e supera gli 80 gradi (lavori stradali di asfaltatura e segnaletica orizzontale), quando in fondo ad uno scavo la cappa di afa fa mancare l'aria ed i fumi della saldatura restano li e lentamente ti intossicano (lavori di costruzione acquedotti, gasdotti ecc.) credo che un Paese civile debba porsi la domanda se davvero non si può fare nulla per migliorare quelle condizioni?

Io penso di si, si può fare; si potrebbero concordare orari diversi per evitare di lavorare nelle ore di picco del sole, si potrebbero negli appalti prevedere risorse mirate a migliorare le condizioni ambientali, si potrebbero garantire negli appalti stessi marginalità sufficienti ad ammodernare le attrezzature; si potrebbero diverse cose da subito anche solo rispettando le tante, troppe leggi che già ci sono.

In realtà cosa succede?

Succede che "civilissimi cittadini" costituendo "comitati per la tutela del riposo notturno" bloccherebbero i cantieri aperti sotto casa di notte, quindi è poco male che i nuovi schiavi lavorino in pieno mezzogiorno?

Succede che "solerti amministratori" fanno appalti al massimo ribasso convinti pure di risparmiare danaro pubblico o privato che sia ignorando o facendo finta di ignorare che il lavoro e i lavoratori in quegli appalti sono la vera vittima della loro miopia; quindi è poco male che i nuovi schiavi lavorino in pieno mezzogiorno?

Partendo da un fatto tragico come quello riportato nell'articolo, ma sono tante le situazioni di disagio che si vivono nei cantieri edili, si finisce per toccare argomenti che dovrebbero essere, a mio avviso sono le fondamenta, i pilastri di una società civile.

Se è vero come dicono le cronache di questi giorni che per i prossimi venti anni esasperate situazioni climatiche saranno la norma, credo non si possa continuare a sottovalutarne i disagi ed i rischi che esse produrranno.

Ritengo siano tematiche che vanno affrontate subito e, nel mio piccolo e per quello che rappresento sono già a disposizione.

* segretario provinciale

Fillea Cgil Ferrara

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