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Meno sangue con temperature tropicali

Meno sangue con temperature tropicali

«Ringraziamo chi si presenta in sede e nelle sezioni: chiediamo a tutti un altro sforzo, donare prima di partire per le ferie»

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Una combinazione di fattori critici sta tenendo lontani i donatori di sangue dalle sezioni Avis: caldo tropicale più ferie. Il presidente provinciale dell'associazione, Florio Ghinelli, sa già che il secondo trimestre dell'anno si è concluso con un saldo negativo, il che significa meno sangue per chi ne ha bisogno, e ora teme che il trend calante possa allungarsi anche sul terzo trimestre dell'anno.

«Ringraziamo tutti i donatori che sfidano il caldo e che si stanno presentando nelle sedi e sezioni Avis della provincia - commenta il presidente - Ferrara nel complesso si sta comportando piuttosto bene. Nei primi tre mesi del 2015 abbiamo aumentato la raccolta del 2% per il sangue intero e dell’1% per il plasma, un risultato a cui ha anche contribuito l'aggregazione a Ferrara di Renazzo, anche se la sezione è gestita da un'altra associazione con cui collaboriamo, perché prima il sangue veniva inviato a Bologna. Solo Cesena e Rimini, oltre a Ferrara, hanno ottenuto incrementi sul sangue intero in regione, mentre la provincia estense ha avuto un dato positivo - l’unico in Emilia Romagna - sul plasma».

Purtroppo il periodo delle vacanze, durante il quale si registra tradizionalmente una flessione nelle donazioni, si è incrociato quest'anno con un'ondata di calore che ha pochi precedenti «e ora si registra un calo generalizzato in tutta Italia», sintetizza Ghinelli.

Nei giorni scorsi i quotidiani nazionali hanno descritto la situazione difficile della Lombardia. «Qui a Ferrara non siamo all'emergenza, meglio precisarlo - prosegue Ghinelli - ma è bene rilanciare il messaggio trasmesso dalla campagna regionale sulla donazione da fare prima di partire per le ferie».

In regione la discesa più ripida nei primi tre mesi del 2015 appartiene e Bologna e Forlì, anche Modena - sempre per le donazioni di sangue intero - registra un calo sensibile. Ferrara, ancora nel 2014, poteva vantare una delle adesioni più alte della regione nel rapporto donatori/abitanti, anche se il 2014 - anno durante il quale sono state avviate le procedure di accreditamento dei centri con la chiusura di diverse sezioni - ha scontato una flessione del 3% delle sacche di sangue intero, dato solo in parte compensato da un incremento del 2% delle donazioni di plasma.

Ghinelli ricorda che la curva tendenzialmente discendente nelle donazioni ha più di una causa ed è comune a tutto il Paese. «I vecchi donatori, che vanno in pensione - spiega - si presentano nelle sezioni Avis con una maggiore frequenza rispetto ai 'colleghi' delle giovani generazioni, che spesso si fermano a una volta all'anno. La bassa natalità tende inoltre a far calare il numero dei potenziali donatori, mentre le procedure di accreditamento, che si sono concluse il 30 giugno 2015, hanno portato all'esclusione di molte sezioni che non avevano i requisiti e la perdita di un centro di raccolta vicino a casa condiziona anche la cadenza con cui si presenta un donatore».

Una nota positiva arriva dal confronto con i dati delle trasfusioni. Stanno di fatto seguendo una curva discendente grazie all'adozione di tecniche operatorie meno aggressive e alla migliore educazione del personale sul buon uso del sangue, osserva Ghinelli.

L'Avis ha già da tempo iniziato a coinvolgere «i donatori non italiani e avviato anche una collaborazione con la comunità cinese». Tutto questo avviene mentre va avanti il processo di creazione di aree vaste in regione. Al grande Centro trasfusionale di Bologna faranno capo quattro territori: Ferrara, Bologna, Imola e Modena. In questa ottica Ferrara si sta interconnettendo con il sistema informatico di Bologna, operazione che sta creando qualche rallentamento nella gestione del centro di Ferrara, ma sono in arrivo anche altre novità. Con l'introduzione del codice a barre e l'adozione di nuove bilance, il rischio di errori sarà ulteriormente contenuto e sarà possibile correggerli in tempo reale evitando così uno spreco: cioè, che di fronte ad un dato considerato non sicuro la sacca debba essere sacrificata.

Gioele Caccia

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