Porto Garibaldi: «Non siamo razzisti, chiediamo che le regole vengano rispettate»
Commercianti, turisti e residenti dalla parte delle forze dell’ordine contro l’abusivismo commerciale Finottelli (Confesercenti): quanto successo alle fiamme gialle va condannato senza mezze misure
PORTO GARIBALDI. «Non doveva capitare. Siamo dispiaciuti ed arrabbiati e vogliamo esprimere la nostra solidarietà al finanziere aggredito da un venditore abusivo». Giovanni Finottelli, vice-presidente di Confesercenti del Delta, responsabile del settore del commercio ambulanti, ha voluto far sentire la voce sua e dei colleghi, a seguito del grave episodio di violenza, perpetrato «ai danni di un tutore dell’ordine, che stava solo facendo il suo dovere. A nome dei colleghi ringrazio le forze dell’ordine e il Comune, per l’impegno condiviso a contrastare il commercio abusivo. In questi mesi abbiamo notato che si sono intensificati i presidi e i controlli, soprattutto nei mercati».
Confesercenti sta intanto pianificando una campagna di sensibilizzazione che andrà ad integrare quella de “Un mare di legalità”, coordinata dalla Prefettura di Ferrara. Anche dal mercato del Lido di Pomposa, che tutti i venerdì mattina in Viale Alpi Orientali Nord viene preso d’assalto dai turisti, arriva una dura condanna al gesto di violenza che l’altro ieri è costato una prognosi di 30 giorni ad un militare della Guardia di Finanza.
«È un fatto gravissimo, che non trova giustificazioni di nessun genere – commenta Giovanni Zabardi -, e bisogna prima di tutto debellare l’abusivismo, perché sappiamo che è finanziato dalle associazioni malavitose. Se nessuno comprasse, non esisterebbe il commercio abusivo». D’accordo anche Carlotta Rivella, convinta che «non sia il caldo a riscaldare gli animi. Il nervosismo va tenuto sotto controllo. L’abusivo temeva forse il sequestro della merce, ma la sua reazione è stata spropositata. Gli immigrati in regola ci sono, come quelli che hanno acquistato i banchi qui al mercato».
Corale è l’appello al rispetto delle regole, ma prima di tutto delle persone e anche Elisa Mangolini, commerciante ambulante, dopo aver ribadito piena solidarietà al finanziere, esprime disappunto perché «non abbiamo pace, paghiamo le tasse regolarmente, ma appena i vigili si spostano anche qui al mercato gli abusivi espongono la merce». Selene Balbo, tiene a specificare che «non siamo razzisti, ma chi è irregolare deve tornare a casa. Massima tolleranza –aggiunge - ma anche gli immigrati devono rispettare le regole del Paese in cui si trovano. Il nervosismo non deve sfociare nella violenza».
Sconcertata, Elisabetta Pavanati, un’altra commerciante, incalza, spiegando che «c’è un limite alla sopportazione e siamo arrivati ad un clima di esasperazione con sempre più abusivi, che obbligano le forze dell’ordine ad essere sempre in spiaggia o nei mercati e appena si spostano tutto torna come prima». Tutti i commercianti sono convinti che a fronte di regole stringenti per il loro settore e di spese crescenti da sostenere, resta florido, seppur sommerso, il commercio di prodotti abusivi o con marchi contraffatti.
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