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«Bavaglio a video e audio Una follia e una vergogna»

«Bavaglio a video e audio Una follia e una vergogna»

Vittorio Ferraresi (M5S) contro la norma che prevede il carcere a chi viola i divieti «Il Partito democratico difendeva il diritto di cronaca, oggi peggio di Berlusconi»

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Ogni governo, dagli ultimi 20 anni di storia politica italiana a questa parte, tenta di varare una legge ad hoc e regolamentare le intercettazioni. Ed ogni volta che viene discussa la riforma sulle intercettazioni è subito scontro, politico, tecnico, giuridico. Vittorio Ferraresi, parlamentare ferrarese capogruppo Commissione Giustizia per il Movimento 5 Stelle, è al centro di questo scontro, perchè ha reso noto con i colleghi del M5s l’emendamento del deputato Alessadnro Pagano nela notte tra giovedì e venerdì, presentato all’ultimo momento al testo di riforma della legge delega sulle intercettazioni, passato a tarda notte in Commissione giustizia: un emendamento che vieta di filmare o registrare di nascosto qualcuno e poi diffondere video o audio per danneggiarlo, con la punizione fino a 4 anni di carcere. Ecco allora Ferraresi parlare di bavaglio, postare su profili e sulla rete, le foto con il cartello #No Bavaglio. Perchè? «Perchè il Pd - spiega - sta cercando di far passare ciò che nemmeno Berlusconi era riuscito a fare - esordisce il parlamentare - Noi partiamo da un presupposto chiaro: tutti i cittadini debbono sapere e anche quando le intercettazioni non hanno rilievo penale, lo hanno dal lato politico. Ricordiamo tra i tanti fatti la storia del Rolex del figlio del ministro Lupi che si è dimesso per questo (fu resa nota l’intercettazione sul fatto, ndr). Con l’emendamento approvato in Commissione giustizia è passata la norma che chi con registrazioni audio video documenta fatti e li diffonde, rischia fino a 4 anni di carcere. Ribadiamo che già esiste la norma sulla diffamazione (che valuta se vi sia stato un danno al soggetto di cui si parla, ndr), mentre questo in realtà è solo un tentativo di mettere il bavaglio a chiunque e soprattutto ai giornalisti d’inchiesta che ora rischiano il carcere: una follia». Domani alla Camera è già stata annunciata una correzione all’emendamento: «Adesso vogliono tornare indietro, ma così com’è è davvero una vergogna, poichè questa norma non è prevista solo per i giornalisti ma per tutti i cittadini». «Il doppio problema - spiega ancora Ferraresi - dell’emendamento è che ruota attorno alla riforma sulle intercettazioni di cui il Governo vuole la delega. Si vuole impedire di informare la gente, che i giornalisti non possano pubblicare ciò di cui vengono a conoscenza. Nel 2010 il partito democratico difendeva il diritto di cronaca contro le proposte del governo Berlusconi di allora, oggi è peggio di ieri». (d.p.)

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