Duomo offeso, Nobel sgradito
Auguro a ciascuno di poter avere qualche ora di distensione, anche se permane in me la viva preoccupazione per coloro che non possono permettersi, per ragioni economiche o assenza di lavoro, di...
Auguro a ciascuno di poter avere qualche ora di distensione, anche se permane in me la viva preoccupazione per coloro che non possono permettersi, per ragioni economiche o assenza di lavoro, di andare in vacanza, come lo auguro a tutti quelli che per varie ragioni di carattere turistico-culturale arriveranno nelle nostre città e nei nostri luoghi nei prossimi mesi.
Auspico che questo incremento anche numerico delle nostre popolazioni, penso soprattutto ai lidi le cui parrocchie visiterò in agosto, sia propizio per incontri cristiani e umani in cui superare la distanza e l’estraneità che caratterizza molte delle convivenze nelle nostre città e nei nostri ambienti di lavoro e di studio.
Nella brevità di queste settimane si riscopra il gusto di un’amicizia umana e cristiana nella quale ciascuno si senta accolto per quello che è, per i valori che porta, i desideri grandi che ha, per i limiti e le fatiche che caratterizzano la sua vita. Vi auguro un periodo di benevolenza reciproca in questo mondo in cui la serenità delle relazioni sembra sia diventata quasi improponibile. Ancora una volta esprimo il mio profondo disagio perché non sono state minimamente accolte le mie preoccupazioni educative sulla realtà dei nostri giovani e sul loro modo di divertirsi che compromette la salute quando non la stessa esistenza - come testimoniano gli incresciosi episodi di cronaca recente - ed è per questo che vi esorto affinché cogliate la preoccupazione di paternità culturale e spirituale che muove i miei interventi, anche quelli sul rispetto della nostra Cattedrale e della città.
La società ha bisogno di spazi in cui si possa vivere con verità, senza paure, senza recriminazioni, senza ritorsioni e ricatti. Ho misurato queste parole perché credo che esistano spazi della nostra società - qui fra di noi, a Ferrara - dove queste minacce sono particolarmente vive. A proposito della Cattedrale non posso non manifestare la mia preoccupazione, dal momento che si rinnovano gesti di profanazione - perpetrati anche dentro lo spazio del tempio - dovuti a disaffezione, a bravate ma in ogni caso contro la nostra tradizione, che è una tradizione di grandezza, di bellezza e di umanità affascinante. Sporcare alcuni ambienti della Cattedrale, come è accaduto, è il segno di una inciviltà profonda e, al di là di essa, di ostilità alla tradizione della fede.
Infine debbo dire tutto il mio profondo disagio di cittadino e di uomo di cultura, prima ancora che di Vescovo della Chiesa Cattolica, perché nella nostra città un premio Nobel della scienza medica è stato sostanzialmente invitato a non partecipare ad un grande convegno di carattere accademico, sul presupposto che non si sarebbe potuta garantirne la tutela personale – e anche quella degli altri partecipanti -, a seguito di una vera tempesta mediatica scatenata nei suoi confronti, poi stigmatizzata sia dal presidente della Royal Society che da molti premi Nobel.
Davanti a questi attacchi alla democrazia come libertà di convivenza - come confronto libero e appassionato di posizioni diverse, come valorizzazione dei compiti e delle responsabilità che le persone si sono acquisite per l’intelligenza e il sacrificio personale - la Chiesa di Ferrara-Comacchio non ci sta, e non ci starà mai! Rimanere condizionati da tali attacchi mediatici, che puntano a fare piazza pulita delle persone e della loro storia, non può che minare alla base la nostra società, libera e democratica, per la quale migliaia di uomini e donne hanno sacrificato la loro vita - secondo le connotazioni ed opzioni più diverse – e lasciarci stupefatti e indignati. Non è così che si può aiutare il nostro cuore e la nostra speranza a pensare un futuro migliore per la nostra società.
Luigi Negri
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio e Abate di Pomposa
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