«La scuola andava rifatta Lo diceva pure la Regione»
Pilastri, il sindaco matildeo Bergamini difende la scelta fatta per il plesso Il primo cittadino garantisce che l’edificio non rimarrà una cattedrale nel deserto
PILASTRI. Sulla vicenda delle nuove scuole elementari ricostruite dopo il terremoto e ora chiuse per mancanza di bambini, interviene il sindaco Fabio Bergamini: «Sto seguendo il dibattito sulla scuola di Pilastri. Mi dispiace dirlo, non si puó sentire il segretario locale del maggior partito italiano criticare (a posteriori) la costruzione di una scuola antisismica per i bambini. Volontá precisa della allora giunta Errani e di tutti i vice commissari (cioé i sindaci) era quella di ridare immediatamente scuole sicure ai territori i cui plessi avevano scheda Aedes e cosí abbiamo fatto. Anche allora si sapeva non ci fossero prospettive demografiche esaltanti, ma francamente la prioritá del Commissario e di tutti i sindaci era la ricostruzione immediata. I cittadini di Pilastri ci tenevano ad avere una loro scuola ed i plessi scolastici, dovendo aprire a settembre, sono stati il primo passo verso la normalità tutte le scuole inagibili di scheda Aedes vengono abbattute e ripristinate con degli edifici scolastici temporanei. È' il caso di Pilastri dove sono state finanziate tre aule in quanto tre classi erano presenti al momento del sisma. Ha funzionato così in seguito all’ordinanza per tutto il cratere. Tengo a precisare che la quinta classe che verrà a Bondeno avrà l’insegnante che ha avuto per tutta la durata del ciclo. Il futuro del nuovo edificio? Vedremo. Due le ipotesi allo studio. Un centro di ricerca-foresteria per ospitare archeologi o studiosi degli scavi archeologici della Terramara oppure spostare l’asilo di Lezzine. In ogni caso - conclude Bergamini - verrà riutilizzata perchè è nuova ed antisismica ome i plessi di Bondeno e Scortichino. Ricordo che per costruire le scuole altri comuni si sono indebitati, non è il caso di Bondeno».
«La logica che ci ha mosso - spiega l’ex sindaco Alan Fabbri - e' stata quella di garantire la continuità scolastica; mantenere a Pilastri le classi così come erano prima del sisma, assecondare la sicurezza totale per i bimbi e gli insegnanti che erano a Pilastri, cercare di tenere aperto il più possibile la scuola tenendo conto che dal punto di vista anagrafico c'erano difficolta' elevate; ottenere un nuovo edificio di proprietà comunale in quanto la vecchia scuola era stata abbattuta dai pompieri. Credo di aver agito nel giusto e nel sensato pensando al mio territorio. Chi parla, cioè i delusi della ennesima sconfitta elettorale, cosa avrebbero fatto? Avrebbero chiuso fin dal 2012 il plesso di Pilastri senza accettare l'edificio temporaneo che ora rimane di proprietà del Comune?. Chiudo dicendo che mi sembra di cattivo gusto il volantino che Sgarbi (segretario locale del Pd) ha fatto per mettere in vendita la scuola».(m.bar.)
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