Sdoganare la ricerca genetica
Il presidente Guidi a Expo: «Una risorsa che può offrire vantaggi»
Ricerca, innovazione e sperimentazione sono i cardini attorno ai quali si è sviluppato il dibattito durante il convegno “Geni italiani” organizzato da Confagricoltura all'auditorium di Palazzo Italia a Expo 2015. La ricerca e l'innovazione genetica in agricoltura devono essere viste come una soluzione alle sfide globali del pianeta, piuttosto che come un problema, in modo da poter aumentare i vantaggi per i settori e la collettività. Questo il tema e il messaggio emerso dal confronto a cui ha preso parte anche il presidente di Confagricoltura nazionale, il ferrarese, Mario Guidi. Quello della ricerca in ambito agroalimentare è un argomento che da molto tempo scatena vivaci dibattiti, ma proprio il presidente Guidi ha ricordato come «la nostra più vera tradizione in Italia sia quella di sapere innovare, ed è proprio intraprendendo questa strada che potremo tutelare al meglio quelle che sono le nostre risorse tipiche italiane». «Proprio grazie alla consapevolezza della necessità della sperimentazione e dell'innovazione - dichiara il presidente di Confagricoltura Ferrara Pier Carlo Scaramagli - si potrebbero trovare vie e soluzioni migliorative che permettano di affrontare problemi specifici. Per il nostro territorio, in modo particolare, abbiamo ben presenti le difficoltà legate al tema dei nitrati che potrebbe essere superato proprio attraverso il miglioramento genetico e l'innovazione». Esistono tecniche nuove, perfette per l'agricoltura italiana come il genome editing e la cisgenes che non modificano nulla, ma che accelerano semplicemente i tempi. «Condivido pienamente quanto sostiene Guidi - conclude Scaramagli - che ha richiesto formalmente al governo di aprire le porte alla ricerca e innovazione in campo agricolo e per farlo sarà necessario coinvolgere tutte le eccellenze». (a.t.)
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