La Nuova Ferrara

Ferrara

Il punto di Trombelli, presidente scuola Medicina

Troppi medici, pochissimi posti

Troppi medici, pochissimi posti

Un gran numero non riuscirà mai ad accedere alla professione

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«Il sistema non è più in equilibrio - commenta Leonardo Trombelli, presidente della Scuola di Medicina, dopo aver partecipato all'audizione in Senato dedicata alla situazione dei dipartimenti di Medicina - Lo è stato fino al 2007, ora i rapporti si sono modificati e l'università sta rischiando di formare con costi enormi un gran numero di medici che non riusciranno mai ad accedere alla professione». Lo sbilancio, esemplifica Trombelli usando i numeri, è ormai evidente: in proiezione in Italia ci si sta avviando a grandi passi verso un paradosso, con 14mila laureati e solo 7mila posti nelle scuole di specializzazione.

Uno dei fattori che negli ultimi due anni ha creato le condizioni per lo squilibrio è il numero dei ricorsi presentati da studenti che si ritengono danneggiati dalle procedure di selezione basate sul numero chiuso. «Una scelta, quella del numero chiuso, su cui ora sembra concordare anche il ministro Giannini che in passato ha proposto l'accesso libero - evidenzia il presidente della Scuola di Medicina di Unife - Una condizione che determinerebbe una situazione ingestibile, nessun dipartimento, nessuna Scuola di medicina potrebbe sostenere l'immissione di un così alto numero di studenti. Compresa Unife. Il sistema andrebbe in crisi, non ci sono strutture in grado di assorbire un ingresso così massiccio».

A Ferrara l'effetto combinato delle riammissioni disposte dai tribunali (il numero dei ricorsi ancora giacenti, precisa Trombelli, è di circa 6mila) e dei tagli decisi dal ministero ha comportato per il 2015 (il test si svolgerà a settembre) un calo dai 220 posti dello scorso anno accademico a 153. Un numero che costringerà molti iscritti a guardarsi intorno in cerca di corsi di studio alternativi o di 'parcheggi' temporanei in attesa di poter ritentare di nuovo l'accesso. Dal livello nazionale arrivano numeri che non sembrano conciliabili fra di loro: 9-10mila posti disponibili nelle Scuole di Medicina a fronte di oltre 90mila iscritti. Il sovraccarico di domanda non riguarda le professioni sanitarie dove c'è qualche possibilità in più di trovare uno sbocco nella formazione e nel mercato del lavoro.

Dall'audizione, sottolinea Trombelli, sono uscite alcune indicazioni. «Oltre al tramonto dell'ipotesi di accesso libero, sulla quale il ministro non sembra più così convinto, dal dibattito è emersa l'esigenza di armonizzare le banche dati, un aspetto su cui si costituirà un gruppo di lavoro, ma anche l'idea di garantire una migliore sostenibilità. Il che comporta anche una valutazione sulla direzione che sta prendendo la riorganizzazione del sistema sanitario nazionale. In pratica - spiega Trombelli - bisogna capire meglio qual è il reale fabbisogno di medici e quale modello di welfare si imporrà nei prossimi anni».

Al momento non si è ancora registrato l'esodo di camici bianchi atteso per motivi anagrafici. L'anno prossimo comunque a Ferrara andranno in pensione alcuni punti di riferimento dell'azienda Sant'Anna e dell'università, come Pastore, Liboni, Calura, Granieri e Degli Uberti. «Stiamo predisponendo i bandi», annuncia Trombelli.

Gioele Caccia

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