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Truffa web, Cryptolocker ha colpito cento volte

Truffa web, Cryptolocker ha colpito cento volte

Tante le vittime degli hacker che rapivano i files e chiedevano il riscatto La Polizia postale ha sgominato la “banda del virus”. Ecco come agivano i pirati

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Anche in Emilia Romagna il virus informatico Cryptolocker ha fatto alcune vittime. Circa un centinaio infatti i casi di utenti, aziende o privati, che sono caduti nel tranello-ricatto delle mail truffaldine. È di ieri la notizia della conclusione di un’indagine in tutta Italia, da parte della Polizia Postale, che ha permesso di sgominare un’organizzazione con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata all’accesso abusivo informatico, estorsione online e riciclaggio dei proventi illeciti realizzati mediante la diffusione del virus “Cryptolocker”. Ma come funziona la truffa? La vittima riceve una mail, apparentemente da parte di noti corrieri postali, che lo informa di presunte spedizioni a suo favore; a volte la mail-esca ha come falso mittente una società di fornitura di servizi, come l’Enel. Cliccando sul link o aprendo l’allegato (di solito un documento pdf), il computer viene infettato dal virus che inizia a criptare tutti i suoi contenuti, anche quelli collegati in rete e in tutte le periferiche connesse, incluso il backup. Una volta “rapinati” i contenuti, i criminali informatici passano alla fase del ricatto: per riaprire i file e tornare in possesso dei propri dati viene chiesto il pagamento di alcune centinaia di euro in “bitcoin” (una moneta virtuale esprimibile con un numero a 8 cifre decimali). In cambio la vittima riceverà un documento per la decriptazione. È importante, avverte la Polizia Postale, non cedere al ricatto, anche perché la restituzione dei file criptati è tutt’altro che certa. Per difendersi da questi cybercriminali è necessario non aprire i messaggi sospetti, gli allegati e i link. Installare e mantenere aggiornato l’antivirus con il firewall del dispositivo o della rete attivo e predisporre con frequenza un backup dei propri file.

Se ci si accorge di aver aperto l’allegato della mail ingannevole, spegnere subito il Pc interrompendo anche l’alimentazione così da inibire l’azione del virus che, se bloccato subito, non arriverà alla compromissione completa dei dati . Per maggiori informazioni e per un contatto diretto, ci si può riferire al Commissariato di P.S. online www.commissariatodips.it, dove è stata inserita anche un’app scaricabile gratuitamente da smartphone e iphone per un aiuto in tempo reale.

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