Ponte della morte, tutta colpa di Provincia di Ferrara e Comune di Mesola
La famiglia di Matteo Carli e i loro legali citano per danni al tribunale civile i due enti pubblici ferraresi: in 9 anni non sono mai intervenuti su parapetto e sul ponte di Massenzatica: nella tragedia morirono 4 ragazzi annegati nel canale sottostante
FERRARA - La famiglia di una delle 4 vittime della tragedia del Ponte della morte di Mazzenzatica, nel Ferrarese, la famiglia di Matteo Carli, 29 enne che era alla guida dell’auto finita in un canale in cui morirono annegati i 4 ragazzi, depositerà una citazione per danni al tribunale civile di Ferrara contro la Provincia di Ferrara e il Comune di Mesola. Il motivo è dovuto all’inerzia con cui gli enti pubblici non hanno mai fatto manutenzione, dal 2005 al 2014, al parapetto del ponte sfondato dall’auto in cui morirono annegati 4 ragazzi nel marzo di due anni fa, finendo nel canale sottostante.
Gli avvocati Carlo Costantino e Giacomo Forlani, a nome della famiglia Carli, hanno riletto le carte del procedimento penale che è stato archiviato nei confronti di sei indagati, di Provincia Ferrara e Comune di Mesola sulla base della perizia del giudice che ha stabilito l'auto era troppo veloce (non meno di 75 km/h), ed un parapetto a norma e più sicuro non avrebbe evitato la fuoriuscita).
Partendo dalla stesse conclusioni dell’inchiesta penale hanno dato incarico ad un nuovo loro consulente, l’ingegner Francesco Rendine, arrivando a sostenere che l’auto viaggiava ai 30 km orari, la metà della velocità calcolata dal perito del giudice che ha poi accolto l’archiviazione presentata dalla procura.
«La famiglia e noi - hanno spiegato i legali - non vogliamo nessun procedimento punitivo, chiediamo solo venga fatta giustizia perchè a nostro avviso non è possibile morire in questo modo senza che nessuno ne abbia colpa». La colpa di Provincia di Ferrara e Comune di Mesola che oggi si rimpallano la responsabilità della proprietà sul ponte e sul parapetto dura da oltre 9 anni: «Non si può accettare che questa tragedia non sia colpa di nessuno - ribadiscono - l’inchiesta penale non ha accertato i fatti, intendiamo farlo con il procedimento civile», spiegano i legali, procedimento che potrebbe essere fissato prima di Natale.
«A nostro avviso con i calcoli del nostro perito, chi guidava - Matteo - non aveva avuto una guida veloce nè spericolata, quel parapetto avrebbe potuto e dovuto resistere ad una velocità bassa come quella da noi ipotizzata. A nostro avviso vi sono gli estremi per attivare la causa poichè al di là della negligente custodia del bene vi è una responsabilità da fatto illecito, in quanto dal 2005 al 2014 sia Comune che Provincia si palleggiarono la responsabilità per intervenire contro lo di degrado di quel ponte, più volte segnalata dai loro stessi atti».
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