Una vita contro i tumori e la sua ricerca continua
In pensione dopo 42 anni di servizio, il prof. Durante non è entrato nel privato Il noto chirurgo porta a Ferrara la scuola Ibus (diagnostica patologie del seno)
Sono passati due anni e mezzo da quando, nel dicembre del 2012, annunciò alla Nuova che, dopo 42 anni di servizio, avrebbe concluso la sua esperienza in ambito ospedaliero e non sarebbe mai entrato nel privato. E ha mantenuto la promessa: il professor Enzo Durante, ex direttore della Chirurgia generale del Sant’Anna e senologo di fama internazionale, ha abbondato il servizio pubblico per riportare a Ferrara con Ibus (International Breast Ultrasound School) di cui ora è anche presidente, l'eccellenza nella diagnostica delle patologie della mammelle. Di pari passo, in questi anni, Durante ha proseguito con l'attività di insegnamento.
Professore, lei nel 1973 è stato il primo a scommettere nella diagnostica tramite l'ecografia.
Ho iniziato nel 1973 e nel 1974 sono stato al Gentofte Hospital di Hellerup a Copenaghen ad imparare le ago biopsie sotto guida ecografica e sono stato il primo in Italia ad eseguirle. Ho creduto nell'utilità dell'ecografia non solo a scopo diagnostico, ma anche come guida per una moderna chirurgia e in particolare per la mammella contrariamente a quanto avveniva in altri stati, dove l'ecografia per la mammella è stata considerata fino al 1990 utile solo a discriminare se una lesione era solida o cistica, poidal 1990 al 1995 come esame di aree limitate su indicazione mammografica, dal 1995 al 2000 controindicata per lo screening, dal 2000 al 2007 come area di ricerca e nel 2011 indicata per lo screening, ma in second'ordine alla risonanza magnetica, con la differenza che quest'ultima ha un costo notevolmente più elevato. Questo avrebbe significato che tutte le donne con mammelle dense in cui è stata diagnosticata una neoplasia grazie all'ecografia e che oggi sono vive, se avessimo seguito gli stessi canoni non lo sarebbero, ma questo non dice che l'ecografia risolve tutti i problemi, perché non esistono né metodiche né uomini infallibili.
Ma il tumore al seno è ancora la principale causa di morte nelle donne?
Assolutamente sì. La mammella è un organo con una grande varietà di patologie, richiede la conoscenza di molteplici aspetti e una assoluta multidisciplinarietà. In diversi casi, purtroppo, ancora oggi la diagnosi è tardiva proprio a causa della densità dell'organo. Per ovviare a questo bisognerebbe ricorrere anche ad altre metodiche diagnostiche, come l'ecografia, perché la percentuale di tumori sta aumentando in particolare nei soggetti giovani. Dati alla mano, dall'associazione italiana registro tumori, Airtum, da 23 mila nuovi casi per anno e circa 11mila morti nel 1987 a 46 mila - nuovi casi per anno di carcinoma mammario nel 2012 con 13 mila decessi. E' una malattia estremamente importante che riguarda per quasi il 99% le donne e per circa l'1% gli uomini. E' un argomento che è stato fonte di ricerca e di applicazione clinica per una concezione anatomo patologica sull'anatomia lobare e sull'origine lobare della malattia che oggi viene riconosciuta anche da altri autori.
In questi anni la sua scuola, l'IBUS, ha lavorato prevalentemente all'estero. Come mai?
Le società scientifiche, le università straniere di carattere sia europeo che extraeuropeo, ci sollecitano dei corsi prevalentemente al di là dei confini Italiani. Ciò non toglie che dal prossimo anno ricominceremo a portare a Ferrara l'esperienza della scuola con un corso intensivo come quelli fatti in passato fino al 2011. E la società scientifica ci ha portato anche ad organizzare dei corsi in cooperazione con l'European School of Oncology che ha garantito un certo numero di borse di studio per i più meritevoli e con l'International Society of Senology, di cui sono diventato membro del comitato direttivo.
Che cosa chiedono i suoi colleghi medici all'estero?
In particolare chiedono di conoscere le corrette indicazioni di ogni metodica diagnostica per una giusta sequenza, nell'ambito della multidisciplinarietà, dell'approccio alla patologia della mammella ma la cosa di cui sono sempre entusiasti è la componente pratica che viene fornita tramite i workshop e l'esecuzione tecnica su modello delle ago biopsie sotto guida ecografica che oggi rappresentano nel mondo circa l'80%.
Nel 2013 lei ha deciso di lasciare in anticipo il servizio pubblico considerando che lei era ritenuto una eccellenza nella diagnostica della patologia della mammella, ma ha proseguito i suoi studi.
Non c'erano più le condizioni adatte per continuare a fare un lavoro di eccellenza come quello che si stava svolgendo, come il percorso mammella, insieme a tutti gli altri professionisti colleghi partecipanti allo stesso progetto con risultati di elevato livello clinico, come si può valutare comparando anche i dati della Fondazione Umberto Veronesi, dal 2003 al 2013, in Emilia Romagna. Eravamo, infatti, come azienda ospedaliera universitaria al primo posto della classifica inerente gli ospedali che si occupano dei tumori della mammella con un indice di "medicare" di 349 nel 2003, ma siamo arrivati ad occupare uno degli ultimi posti nel 2013 con un indice pari a 243.
E, alla luce della sanità che cambia, è contento della sua scelta?
La cosa che più dispiace è di incontrare tante donne di cui non si riescono a soddisfare le richieste e che spesso migrano verso altre sedi, poiché, come avevo detto alla fine del 2012, non siamo passati dal pubblico al privato, ma abbiamo portato nel mondo l'esperienza ferrarese che viene ampiamente riconosciuta ed apprezzata.
Federica Achilli
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