Ferrara, duomo imbrattato: filmato il gesto
Le telecamere hanno inquadrato una donna che si accovaccia nell’atrio Impellente necessità o gesto di sfregio? Una certezza: la movida non c’entra
FERRARA. L’evacuazione che ha insozzato qualche giorno fa l’atrio del duomo è stata immortalata dalle numerose telecamere che sono installate all’interno e all’esterno della basilica. Le immagini riprendono impietosamente una donna di non giovane età e caucasico incarnato (“un viso pallido” come avrebbero detto gli indiani d’America) che si accuccia nell’atrio e si rialza un istante dopo essersi liberata.
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L’immagine, forse, non è in grado di sciogliere il dubbio se l’azione sia stata dettata da un’impellente necessità corporea o se il gesto sia stato sacrilegamente premeditato per offendere un luogo di culto Un sacerdote ha avuto l’impressione che potesse trattarsi di una persona con qualche problema, ma si sa quanto le immagini possano essere traditrici.
La ripresa del misfatto ha comunque il pregio di allontanare altri possibili sospetti: si può escludere categoricamente che vi sia un nesso con la movida che anima il sagrato in certe serate. Un legame diretto era impossibile in quanto il “deposito” è avvenuto di giorno e non di notte, quando per altro le porte della cattedrale sono chiuse. Ma l’età presunta della donna filmata - che a occhio e croce viaggerebbe sulla sessantina - allontana anche l’ipotesi di una goliardata o bravata covata da teenager o da combriccole di studenti inviperite per le reprimende del vescovo sull’uso postribolare di piazza cattedrale.
La faccenda è un’altra. Resta da stabilire se sia una “sporca faccenda” meritevole di denuncia o una “triste faccenda” che chiede solo commiserazione.(m.p.)
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