«Incidente inevitabile, inchiesta archiviata»
Il giudice stabilì che per la morte dei 4 ragazzi non erano responsabili gli amministratori pubblici
MASSENZATICA. La tragedia di Massenzatica ha visto, per la prima volta come ipotesi giudiziaria, finire sottoaccusa , e poi archiviati, gli amministratori della Provincia di Ferrara (presidente Marcella Zappaterra, assessore Davide Nardini e tecnico Mauro Monti) e tre tra vertici e tecnici del comune di Mesola (sindaco Lorenzo Marchesini, vicesindaco Dario Zucconelli e dirigente tecnico Fabio Zanardi).
L’inchiesta giudiziaria della procura si è conclusa con l’archiviazione delle accuse di concorso in omicidio colposo perchè il perito del giudice ha, di fatto, assolto tutti loro da ogni responsabilità penale. L’ingegnere Alberto Vallini di Rovigo ha stabilito nella sua analisi tecnica - nella perizia superpartes - che l'auto era troppo veloce ed un parapetto a norma e più sicuro sul ponte Trapella non avrebbe evitato la fuoriuscita dell’auto si cui viaggiavano i 4a ragazzi, morti annegati. Perchè secondo i calcoli del perito la Bmw che sfondò prima il parapetto e poi si capovolse nell’acqua, con all’interno i 4 ragazzi che morirono, andava troppo forte, tra i 68 e i 75km all'ora e anche se vi fosse stata una protezione più rigida e soprattutto più sicura, sul «ponte Trapella», un parapetto diverso da quello del tutto insignificante poi abbattuto, non avrebbe potuto far nulla per evitare la tragedia. Una perizia importante perchè svolta in incidente probatorio che ha dato indicazioni precise alla procura per l’archiviazione poi accolta dal giudice Piera Tassoni. «I calcoli sviluppati inducono a ritenere - scrive il perito - che quand'anche il Ponte Trapella fosse stato dotato di barriere di sicurezza bordo ponte H2 ad elevato contenimento come prevede l'attuale normativa, attendibilmente non sarebbe stato assicurato il contenimento del veicolo ed evitato il cedimento della barriera e la caduta nel Canal Bianco».
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