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Porto Garibaldi, soccorre il bagnino L’ambulante è assunto

Porto Garibaldi, soccorre il bagnino L’ambulante è assunto

Dopo le botte di domenica il Bagno Ippopothamus ingaggia il ragazzo che ha permesso l’identificazione degli aggressori

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PORTO GARIBALDI. Se la caverà con una prognosi di otto giorni Gianmaria Cavalieri, il bagnino brutalmente aggredito domenica mattina, intorno alle 8.30 al Bagno Ippopothamus di Porto Garibaldi, dopo aver invitato un gruppo di giovani romeni ad allontanarsi dai due ombrelloni, che avevano occupato insieme ad alcuni lettini, sottraendoli ai clienti dello stesso stabilimento balneare.

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Ora al posto del bagnino, fortunatamente già dimesso dall’ospedale del Delta, dove era stato trasportato dopo aver rimediato calci e pugni, è stato assunto Mohammed Chanboune, il venditore ambulante di nazionalità marocchina, per primo intervenuto a bloccare la fuga degli aggressori, permettendone l’identificazione da parte della Polizia municipale.

A raccontare l’incredibile vicenda è Tiziana Gelli, presidente del Tribunale dei diritti del malato, che gestisce il bazar presso il Bagno Ippopothamus: «Ero appena arrivata al lavoro, quando ho visto uno dei venditori ambulanti che sbracciava, richiamando l’attenzione mia e delle altre persone in spiaggia a quell’ora – racconta Tiziana-. Mi sono precipitata e ho visto Gian Maria esanime sulla sabbia con la bocca sanguinante. Ho provato A chiedergli, mi senti? Perché sembrava svenuto».

Il bagnino accusava convulsioni e dolori allo stomaco e alla schiena. L’ambulanza, chiamata immediatamente sul posto ha trasportato GianMaria all’ospedale del Delta. A spiegare l’antefatto l’altro bagnino di terra, Aldo Vangi, barese, che da lontano ha assistito all’accerchiamento del collega da parte degli aggressori. «GianMaria aveva chiesto educatamente al gruppo di romeni di spostarsi dagli ombrelloni già prenotati – spiega Aldo -, ma in tutta risposta ha ricevuto offese irripetibili dalle ragazze del gruppo. Gianni mi ha fatto segno che era tutto a posto, perché non ha voluto accettare la provocazione, ma ha richiamato l’attenzione dei vigili con il fischietto». Sembra che proprio in quel frangente si sia scatenato il parapiglia, ma il gruppo di facinorosi probabilmente non immaginava che alcuni venditori ambulanti, chiamati a raccolta da Mohammed, avrebbero fatto un vero e proprio muro umano, per bloccare la fuga degli autori dell’aggressione. «Mi sono spaventato quando ho visto il mio collega a terra sanguinante – aggiunge Aldo -, ma per fortuna i vigili erano già in spiaggia e sono arrivati subito». Ai connazionali di Mohammed (che ora fa il bagnino di spiaggia al Bagno Ippopothamus), si sono uniti altri venditori. Sul posto è poi intervenuta anche una pattuglia dei carabinieri di Porto Garibaldi. Restano al vaglio degli inquirenti le dinamiche che hanno scatenato la rissa in spiaggia domenica mattina. Naturalmente sono già state raccolte le prime testimonianze.

Katia Romagnoli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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