Buona Scuola, strappo nel Pd
Il democratico Zappaterra contro il progetto del governo Renzi
CENTO. Con l'odg “Ddl la Buona Scuola”, il consigliere Pd Denis Zappaterra si schiera apertamente contro con la Riforma della scuola del governo Renzi.
Una presa di posizione, quella del consigliere ma prima di tutto insegnante, che non potrà che sollevare reazioni, stasera in aula, proprio all'interno del gruppo di maggioranza Pd. Con un odg «personale, privo di simboli o di riferimenti al partito», e appellandosi a «un voto libero dei consiglieri, al di fuori dell'appartenenza politica», Zappaterra attacca sul Ddl, schierandosi contro il governo e il Pd: «Un provvedimento approvato a colpi di maggioranza (imponendo la fiducia al Senato), che va a stravolgere in maniera profonda tutto il sistema dell'istruzione scolastica italiana».
Tra le considerazioni inserite nel documento dal consigliere di maggioranza, anche «i tempi ristretti e contingentanti imposti nell'iter parlamentare e le tagliole applicate agli emendamenti dell'opposizione».
Critico anche in merito al calendario di approvazione deciso dal governo: «Due passaggi alla Camera, uno al Senato, in un tempo non superiore ai 60 giorni ed escluse opposizioni, categorie sindacali e l'intero mondo della scuola, che ha dato vita ad una serie infinita di iniziative di protesta, tra scioperi, manifestazioni, blocco scrutini, flash mob, ecc».
Verificato che il ddl va «totalmente contro ai punti cardine del programma con cui l'attuale maggioranza si è presentata alle ultime elezioni», e che «sia Rodotà che Imposimato (presidente onorario aggiunto della suprema corte di cassazione) hanno più volte contestato il Ddl in quanto lede i più fondamentali articoli della Costituzione», Zappaterra propone al sindaco Lodi e all'intero consiglio comunale di chiedere, attraverso un emendamento al testo presentato, «non tanto al presidente della Repubblica Mattarella di non firmare una legge così lontana dalla Costituzione Italiana, cosa che ha già fatto – precisa Zappaterra – quanto al Comune di Cento, di dissociarsi apertamente e prendere una posizione di netto contrasto sia nei confronti dei metodi utilizzati dal governo che dei contenuti del Ddl».
Tra le nuove richieste, che il Comune «accordi piena solidarietà al mondo della scuola che ha manifestato contro la riforma, e chieda al governo di coinvolgere le parti sociali al fine di concertare le deleghe in bianco che le riforme concede». Tutto da vedere quindi, cosa decideranno di fare, in aula, il gruppo Pd e quello di Fds. (b.b.)
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