"C'incontreremo a quattr'occhi e allora aprirò veramente la memoria"
La lettera inedita dell'ex vicedirettore Carife, Paolo Bonora, morto suicida alla vigilia dell'assemblea
FERRARA
Ecco la lettera inedita dell'ex vicedirettore Carife, Paolo Bonora, morto suicida alla vigilia dell'assemblea della banca. La lettera è datata 19 luglio ed è indirizzata dal direttore della Nuova, Stefano Scansani.
<Carissimo Scansani, ho dovuto rinunciare al nostro appuntamento (di qualche mese fa, ndr) in quanto destinatario di una formale diffida da parte dei commissari con minaccia di querela. Non ho fatto in tempo a mettere al riparo i miei beni (pochi) e quindi mi sono vergognosamente ritirato in buon ordine. La mia denuncia, però, non era campata in aria assodato che gli azionisti (?) della Cassa ora non contano più niente ed hanno visto pressoché azzerato il capitale investito in quella che consideravano la propria banca. I dati sensibili sono stati distribuiti ai più agguerriti concorrenti i quali si sono ritenuti soddisfatti del dono ed hanno fatto marcia indietro. Telo nero. Dopo l'assemblea dove dovrà regnare il mutismo assoluto sui dati di bilancio redatto dai commissari nel più stretto segreto (gli azionisti, chi sono costoro?), bilancio dove lor signori evidenziano il tracollo di un'azione da 20,9 euro a 27 centesimi, si assisterà alla nomina del nuovo consiglio. Ecco il telo nero: azionista unico (salvo pochi cent) il Fondo interbancario di garanzia, bontà loro un rappresentante della cosiddetta ferraresità, e la Cassa dei ferraresi dove è andata a finire? I warrant? sarò morto e sepolto da un pezzo perché diano benefici.
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Una classe dirigente incapace ed una spietata e discutibile azione di forza dei commissari hanno praticamente invitato i clienti colpiti nei loro risparmi e nell'amore per la Cassa a rivolgersi altrove, tanto, oggi, una banca vale l'altra. Ciò può essere vero per la gestione, ma confermo che i dipendenti (non i dirigenti, giammai) di Carife hanno dato tutto il possibile per il loro istituto ed anche ora lo fanno nonostante tutto e con l'incertezza che hanno di fronte. A loro auguro con affetto buona fortuna.
Detto questo, con molto "magone", mi pongo una domanda. Tutti, sotto la regia di Santini e Murolo, sono responsabili del tracollo e non si venga a dire ad uno come me che ha passato anni in Consiglio: non ho sentito, ero distratto, avevo la pipì. La pratica dei Siano è entrata ed uscita dal consiglio un'infinità di volte, tanto per fare un esempio! Concludo, tanto mi auguro che ci incontreremo a quattr’occhi ed in quella occasione aprirò veramente la mia memoria>.
Paolo Bonora
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