Collegamenti stradali, Ferrara bocciata
Mancano ancora le corsie di scorrimento veloce per raggiungere le province limitrofe di Ravenna, Modena e Mantova
Il prossimo collegamento della tangenziale Ovest con il casello di Ferrara Sud sarà il completamento di un progetto nel quale, per vicissitudini varie, la città arriva con molto ritardo. Ma in generale è la viabilità ferrarese che sconta molti decenni di immobilismo che hanno portato le strutture viarie ad essere tra le meno efficenti d’Italia. Molte città capoluogo di provincia da anni si sono strutturate infatti con funzionali tangenziali a più corsie che permettono un rapido attraversamento della città. Ma sono soprattutto i collegamenti con gli altri grossi centri limitrofi che lasciano molto a desiderare facendo piombare Ferrara in zona retrocessione nella classifica delle infrastrutture viarie. Peggio sta Matera in Basilicata, ma ben presto pensiamo che il centro lucano, eletto capitale europea della cultura per l’anno 2019, in questi anni colmerà il gap.
Se si eccettua infatti l’autostrada A13 (rimasta ancora a due corsie), che collega Ferrara con Bologna a sud e con Rovigo a nord, non ci sono altre vie a scorrimento veloce per raggiungere gli altri capoluoghi di provincia confinanti. Senza contare che la superstrada Ferrara-Porto Garibaldi e una della rarità in Italia a non avere lungo i 50 chilometri del suo percorso un’area di servizio o un punto ristorazione.
Il collegamento con la vicina Ravenna lo conosciamo. C’è la statale 16, che spesso presenta un asfalto vergognoso e pieno di insidie e dopo molti anni si è arrivati a collegare anche Argenta. Ma Ravenna e ancora molto lontana e con un tragitto tortuoso. Senza contare che a differenza di altri pezzi importanti della statale 16, come in Puglia ad esempio, nel ferrarese la strada non ha due corsie per ogni senso di marcia.
Non va meglio il collegamento con Modena. In attesa da vent’anni della Cispadana, chi parte da Ferrara molto spesso per questioni di tempo è costretto a scendere fino a Bologna in A13 per poi risalire con la A1 fino a Modena, in quanto la via per Cento è particolarmente trafficata ed è tutto tranne che a scorrimento veloce. Anche qui si scontano ritardi di programmazione, dove in quasi tutte le regione d’Italia, isole comprese, i principali capoluoghi di provincia sono collegati, quando non c’è l’autostrada, con superstrade a due corsie e spazi attrezzati per fare rifornimento di benzina e gas.
Anche andare nella confinante Mantova per chi parte da Ferrara è un’impresa non da poco per quelli che non hanno un minuto da perdere. Nonostante non vi siano montagne da superare e solo il Po e la sua sconfinata pianura, ci si impiega paradossalmente meno tempo a percorrere tra pezzi di autostrada: la A13 fino a Bologna, poi la A1 fino a Modena e infine la A22 del Brennero per raggiungere la città di Virgilio, percorrendo 50 chilometri in più, piuttosto che fare la strada di normale circolazione, piena tra l’altro di velox.
La vicina Rovigo, tanto per fare confronti diretti, oltre a tre caselli autostradali, può contare da quasi trent’anni anche su una Transpolesana che la collega a Verona.
Se è vero che le infrastrutture viarie sono alla base dello sviluppo di un territorio, analizzando la situazione ferrarese possiamo capire, come siamo ancora arretrati rispetto anche al Sud Italia. Un dato su cui riflettere soprattutto in questo periodo in cui parla tanto di “aree vaste” di rapporti più stretti con i centri limitrofi. Collegamenti più diretti e scorrevoli con le alte province migliorerebbero di conseguenza i collegamenti tra Ferrara e gli altri centri del ferrarese. Portomaggiore e Argenta sull’asse ravennate; molti comuni dell’Alto ferrarese nel collegamento con Modena e Bondeno con il mantovano.
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