La Nuova Ferrara

Ferrara

Ragazzini salvati dai carabinieri

Ragazzini salvati dai carabinieri

Rischiavano di annegare: li soccorrono due militari, uno dei quali in servizio a Comacchio

3 MINUTI DI LETTURA





COMACCHIO

Devono la vita a due carabinieri, uno dei quali in servizio a Comacchio, i due ragazzini 12enni che hanno rischiano di annegare nel tratto di costa tra Marina Romea e Casalborsetti, nel Ravennate. In difficoltà a causa del mare ingrossato e delle correnti, rischiavano di essere sopraffatti dalle onde e di finire contro gli scogli ma sono stati salvati da due militari dell’Arma impegnati come bagnini di salvataggio al Lido del Carabiniere. Di fronte a quella situazione di pericolo, l’appuntato scelto Pasquale Coppola, in servizio a Comacchio, e il carabiniere scelto Giuseppe Principe della stazione di Marina Romea, si sono subito prodigati, tuffandosi in acqua e riuscendo a portarli a riva. Compresibilmente spaventati ma in buona salute, i ragazzini sono stati riaffidati ai genitori che in precedenza avevano tentato invano di soccorrerli. Hanno sventato un tragedia, ma i due carabinieri non si sentono eroi, convinti di aver fatto solo il loro dovere.

«C’erano forti correnti da Nord Est e il mare era agitato - raccontano -. Essendo un festivo c’era parecchia gente, non solo allo stabilimento ma anche nel tratto di spiaggia libera vicino e, per questo era stato deciso di potenziare il servizio di salvataggio (composto in tutto da tre marinai che da maggio a settembre vigilano sulla sicurezza dei bagnanti, ndr)». Il Bagno infatti è a uso esclusivo dei dipendenti dell’Arma e dei loro familiari, una struttura unica nel suo genere, la sola in Italia che oltre a sdraio e ombrelloni consente anche di dormire nella struttura; accanto ci sono altri campeggi ma il litorale tra le due frazioni è comunque fruibile liberamente. Un tratto di costa di quattro chilometri ancora selvaggio, dall’ambiente naturale intatto e privo di servizio di salvataggio, fatta eccezione appunto per lo stabilimento dell’Arma. «Pur non essendo di nostra competenza, cerchiamo comunque di monitorare la spiaggia anche oltre i confini dello stabilimento, pronti ad intervenire in ausilio a eventuali bagnanti in difficoltà» assicurano i due militari. Anche perché in quella porzione di mare, sia per la conformazione che per la presenza di scogliere perpendicolari alla costa, spesso si creano vortici insidiosi.

Già un paio di anni fa si era verificato un caso simile e nel corso dell’estate i carabinieri col moscone hanno già soccorso alcuni bagnanti. Ma domenica il rischio corso è stato più grosso. Dopo pranzo i due ragazzi, due albanesi giunti al mare con i familiari, stavano facendo il bagno quando le onde li hanno allontanati dal gruppo. Si trovavano oltre gli scogli e, nonostante i tentativi di tornare indietro a nuoto, non riuscivano a raggiungere la riva. In preda al panico e non riuscendo a toccare il fondale (in quel punto il mare è profondo circa un metro e mezzo e con le onde il livello era ancora maggiore) uno dei due aveva iniziato a bere acqua. In balia del mare stavano per finire contro le rocce quando i carabinieri li hanno raggiunti e salvati, riaffidandoli poi ai genitori. Poi l’abbraccio e la gratitudine dei familiari, che per i due militari è stato il riconoscimento più apprezzato.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google