In trappola i signori della droga
Arrestati dalla Guardia di Finanza due fratelli di 55 e 54 anni residenti a Poggio Renatico e Ferrara
POGGIO RENATICO. Ci sono anche due fratelli residenti a Poggio Renatico e Ferrara tra le persone finite nei guai dopo la cosiddetta Operazione Mexcal condotta nelle ultime ore dalla Guardia di Finanza. Si tratta di Ferdinando Scremin, 55 anni e, appunto, del fratello Gianfranco Loris, di 1 anno più giovane. I due sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza e trasferiti nel carcere ferrarese dell’Arginone a disposizione dell’autorità giudiziaria. Entrambi sono originari del Padovano.
Si tratta di una vasta operazione che ha consentito di smantellare un traffico internazionale di droga, con 12 fermi di indiziati di delitto nei confronti di imprenditori e di pregiudicati appartenenti alla cosiddetta 'Mala del Brenta", e di sequestrare oltre 54 chili di cocaina per un valore di oltre 10 milioni di euro. È il bilancio dell'operazione 'Mexcal' che ha visto al lavoro i finanzieri del Comando provinciale di Pisa che, con la collaborazione dei colleghi dei reparti territorialmente competenti, hanno eseguito i provvedimenti nelle province di Pisa, Firenze, Lucca, Livorno, Massa, La Spezia e Ferrara. Il provvedimento, emesso dalla Procura della Repubblica di Firenze Direzione distrettuale antimafia, diretta dal procuratore capo Giuseppe Creazzo nell'ambito di una indagine coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica, Angela Pietroiusti, riguarda 12 persone di origine italiana e colombiana, accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanza stupefacente. Le attività investigative, condotte dai militari del nucleo di polizia tributaria di Pisa, e coordinate dalla Dda della Procura della Repubblica di Firenze, erano iniziate nella seconda metà del 2014 ed hanno consentito di portare alla luce l'esistenza di una nascente organizzazione criminale, multietnica, con base operativa nella provincia di Pisa. In particolare il sodalizio criminale aveva pianificato di far giungere dalla Colombia, sistematicamente nel tempo, consistenti carichi di cocaina in Italia, occultandola all'interno di container dietro appositi carichi di copertura.
La pronta ed efficace attività investigativa ha invece consentito di sequestrare subito il primo dei carichi importati pari a 54,450 chili di cocaina purissima ed acquisire le fonti di prova per poter smantellare l'intera organizzazione. Per ricostruire la rotta del narcotraffico, i finanzieri si sono serviti di attività di intercettazione e di servizi di osservazione e pedinamento. Importante anche l'apporto fornito dalla direzione centrale per i servizi antidroga.
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