L’opposizione lascia per protesta l’aula consiliare
CENTO. «Vogliamo dare un segnale politico forte. Per questo, non partecipiamo a questo consiglio». Apertura a sorpresa ieri sera per la seduta dell'assemblea comunale che si è tenuta in Casa Pannini....
CENTO. «Vogliamo dare un segnale politico forte. Per questo, non partecipiamo a questo consiglio».
Apertura a sorpresa ieri sera per la seduta dell'assemblea comunale che si è tenuta in Casa Pannini. Le minoranze hanno lasciato per protesta l'aula consiliare, non prima di aver spiegato le motivazioni di tale scelta. A leggere il documento congiunto dei quattro gruppi d’opposizione, sottoscritto dai capigruppo Luigi Corvini (Forza Italia), Lorenzo Magagna (Lega Nord), Fausto Pareschi (Per le Frazioni) e dallo stesso Mattarelli (Noi Che), è stato il consigliere Pareschi. Ribadendo di condividere quanto in precedenza evidenziato dal consigliere Mattarelli su iter e modalità di convocazione della seduta consiliare, le minoranze hanno voluto portare la protesta sui banchi del consiglio: «Riteniamo sia questo, il luogo politicamente deputato a manifestare il dissenso dalle scelte operate dalla maggioranza».
Obiettivo dei gruppi d’opposizione, «stigmatizzare un atteggiamento politicamente scorretto dell'amministrazione Lodi perché, pur avendo formalmente rispettato tutti i termini tecnici di notifica delle commissioni e dei punti all'ordine del giorno, di fatto, per l'ennesima volta, non ha dato alle minoranze il tempo materiale per studiare e capire in maniera adeguata quanto viene loro chiesto di votare».
Questo vista la consistenza dell’ordine del giorno della seduta, con 18 punti in discussione e relativi ad argomenti che, per le opposizioni consiliari, «condizioneranno per anni la vita della nostra comunità e che richiedono tempi adeguati di approfondimento e valutazione, ben più del tempo di una commissione».
Al vaglio infatti, ha riferito il consigliere Pareschi, «il piano di scissione della Cmv (60 milioni di euro di attivo) è stato licenziato dall'azienda il 29 giugno, dopo mesi di studi, e presentato ai capi gruppo solo il 27 luglio, con una esposizione verbale di circa venti minuti; l'ultima tranche del piano della ricostruzione, che prevede oltre duecento nuovi alloggi e che incide su un territorio già ampiamente saturo di immobili abitativi, si è persa l'ultima occasione utile di potersi dotare di una politica urbanistica moderna».
Senza dimenticare poi, l'assestamento di bilancio, la salvaguardia degli equilibri di bilancio 2015 e la sua variazione per destinazione dell'avanzo di amministrazione ed Ente Territorio, «un ente - evidenziano le opposizioni - nato zoppo, sotto la lente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, e con un futuro incerto».
Immediata la risposta del sindaco Lodi che preannuncia un intervento scritto già nella giornata di oggi.
Beatrice Barberini
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