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Timori per il futuro delle scuole bondenesi

Timori per il futuro delle scuole bondenesi

Aumentano le preoccupazioni, dopo la chiusura di Pilastri, sulla sorte di altri istituti nei prossimi anni

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BONDENO. Con un eufemismo, si potrebbe dire che "piove sul bagnato", ma quella che si sta abbattendo sulla giunta Bergamini, in questo avvio di legislatura, non è una pioggia di poche proporzioni, ma una vera e propria grandinata. La chiusura della scuola di Pilastri, i lavori urgenti all'asilo del capoluogo per avere le certificazioni antincendio (per le scuole di Scortichino, invece, è stato affidato incarico a un legale, affinché si spinga l'azienda ad adempiere). Ce n'è davvero per non dormire sonni tranquilli. Anche perché in rete, già da qualche settimana, si è aperto un vero putiferio: c'è chi parla di una «grave perdita», riferendosi a Pilastri, chi invita l'amministrazione «a prendersi le proprie responsabilità»; e anche chi critica «i lavori lumaca delle nuove scuole di Bondeno (che dovevano aprire con l'inizio dell'anno scolastico; ndr)». Se a questo si aggiunge che in molti indicano già Stellata come prossima “vittima” della scure dell’Ufficio scolastico provinciale, non c'è sicuramente di che essere allegri. Anche il Pd, peraltro, aveva allarmato di questa situazione. Dopo la chiusura della scuola di Pilastri, il segretario Pd, Massimo Sgarbi aveva detto: «Ci auguriamo che lo stesso, a cascata, non avvenga in altre realtà come a Stellata (attualmente ci sono 49 iscritti e l'Ufficio scolastico provinciale ne richiede 50 per plesso, per concedere l'apertura, salvo deroghe; ndr). Dove sappiamo che vi sono problemi per quel che riguarda l'asilo parrocchiale». Ieri sera, il dibattito consiliare si è infuocato attorno al dibattito sul trasporto scolastico: il Pd non fa mistero di temere che le famiglie di Pilastri siano tentate a portare i loro figli a San Martino, anziché Bondeno. Mentre San Martino dovrebbe, nelle intenzioni della giunta, garantire il numero necessario di bambini alle materne di Lezzine, che potrebbero spostarsi nell'ormai ex scuola di Pilastri. La critica sul trasporto, per il Pd, viene dal fatto che la retta da quest'anno si dovrà pagare in anticipo (per evitare morosità; ndr): «Creando una disparità sociale - dice Sgarbi - per il fatto che anche in presenza di Isee, possono esserci famiglie in difficoltà e, a quel punto, non si dovrebbe negare il servizio. Anche perché la scolarizzazione è un obbligo per le istituzioni previsto dalla Costituzione».

Ma l'estate calda della scuola rischia di diventare, per il Comune, rovente.

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