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Imprese, il saldo è positivo ma soffre la manifattura

Più aziende, meno fallimenti: migliora il quadro economico nel 2º trimestre 2015 Sono 520 le nuove attività a fronte di 356 chiusure, stabile il settore artigiano

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Leggero aumento del numero delle imprese attive (ma il comparto artigiano è stazionario) e frenata contenuta dei fallimenti e dei concordati preventivi. Sono le principali tendenze che emergono dalle analisi dell’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara, relative ai dati del secondo trimestre 2015, che portano l’organismo a parlare di «un quadro complessivo moderatamente incoraggiante sullo stato di salute del sistema imprenditoriale provinciale».

L’anagrafe delle aziende

In termini numerici, la scorsa primavera ha visto nascere 520 nuove attività e certificato la chiusura di 356 attività già esistenti, con il risultato di un saldo positivo pari a 164 imprese rispetto alla fine dello scorso mese di marzo, il migliore degli ultimi tre anni. In termini relativi, lo stock delle imprese si è pertanto accresciuto dello 0,45% (contro lo 0,36% rilevato nel secondo trimestre 2014) portando il totale delle imprese registrate a Ferrara, al 30 giugno di quest’anno, a quota 36.336 unità.

Se si eccettua il settore manifatturiero (settore che conta poco meno di tremila imprese, l’8% del totale delle registrate, ma che produce più di un quinto del valore aggiunto provinciale), tutti gli altri settori hanno messo a segno nel trimestre saldi positivi. In testa il “Commercio” (+57), seguito dal settore primario, dove in crescita oltre al comparto della pesca, risultano anche le imprese agricole (per complessive 53 unità in più), dalle attività di “Alloggio e ristorazione” (+47) e più distanziate da quelle di “Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese” (+19). Quanto all’universo delle imprese artigiane, i saldi sono meno positivi. I segni meno si registrano anche qui per le “Imprese manifatturiere” (-6 unità), oltre che per le “Costruzioni” (-6) e le “Altre attività di servizio (-7). In termini relativi, escludendo i settori più piccoli, il risultato migliore è quello dei “Servizi di informazione e comunicazione” (+5,3%), seguito dalle “Attività dei servizi alloggio e ristorazione”, comparto che rileva anche la variazione assoluta più consistente (+12 unità).

Le crisi d’impresa

Su questo fronte particolarmente doloroso, il trimestre da poco concluso offre segnali anche più incoraggianti. Le aperture di nuove procedure fallimentari si sono infatti fermate al valore di 12, 13 in meno dello stesso trimestre del 2014, mentre quelle di concordati preventivi (5) hanno fatto registrare una frenata ancora più netta (7 in meno rispetto a dodici mesi fa). La contrazione ha riguardato tutti i settori e le forme giuridiche. Rispetto alla struttura imprenditoriale ferrarese, il fenomeno dei fallimenti riguarda un numero di imprese molto limitato, nell’ordine di 3 unità ogni 10mila, quando il dato nazionale corrispondente è pari a 6.

Considerando i principali settori dell’economia, dal punto di vista della numerosità delle imprese, va segnalata la significativa contrazione dei fallimenti nell’industria manifatturiera (-5 rispetto al secondo trimestre 2014), nel commercio (-3) e nelle costruzioni (-2). Sempre tra i settori con un significativo numero di imprese, si segnala in controtendenza – con un aumento nell’apertura di procedure fallimentari - quello delle attività professionali (+2).

Fabio Terminali

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