Occhiobello, slitta ancora l’apertura per l’outlet
Il sindaco Chiarioni: troppi ricorsi e burocrazia stanno creando incertezze E se la prende con i commercianti ferraresi: attirerebbe clienti anche per loro
OCCHIOBELLO. L’outlet di Occhiobello? Al momento ancora nulla di certo, anzi si stanno addensando nubi all’orizzonte che precludono un’apertura che sembrava ormai fatta per Natale, ma che invece ancora non ci sarà. Le “gufate” dei commercianti ferraresi che hanno sempre osteggiato l’apertura di questa struttura commerciale, sembrano quanto mai efficaci e il punto vendita di Occhiobello non ha ancora imboccato il rettilineo d’arrivo. Anzi.
Dopo le dichiarazioni del direttore provinciale di Confesercenti Ferrara, Alessandro Osti, sulla Nuova Ferrara di ieri “Ma siamo sicuri che apra l’outlet di Occhiobello?”, a confermare il momento non facile per la struttura che deve aprire a pochi passi dal casello autostradale è lo stesso sindaco di Occhiobello, Daniele Chiarioni, uno che si sta spendendo al massimo per aprire l’outlet.
«In effetti - spiega Chiarioni - siamo in balia della burocrazia che molto spesso uccide i progetti nel nostro Paese. Siamo ancora in attesa di conoscere la sentenza dell’ennesimo ricorso fatto contro la costruzione dell’outlet. È ovvio che questa situazione di incertezza non favorisce certo l’insediamento di aziende che vogliono investire nella struttura, anche perché non si tratta di due o tre attività, ma di una settantina e le grandi firme commerciali solitamente si spostano in blocco. Purtroppo dopo le buone notizie della primavera scorsa, quando l’Ascom provinciale di Rovigo, da sempre oppositore al progetto, ritirava il ricorso, sembrava che le cose si fossero indirizzate nei binari giusti. Addirittura l’amministratore parlava di insediamento per Natale. Ma gli ostacoli sono ancora tanti da superare. Quello che mi lascia perplesso sono tutte queste barricate alzate dai commercianti ferraresi. Bisognerebbe che guardassero anche l’altro lato della medaglia. Un outlet ben fornito infatti farà giungere a meno di dieci chilometri dalla città una grande quantità di acquirenti e visitatori i quali avranno l’opportunità nei week end oltre a trascorrere del tempo nell’outlet per lo shopping anche di visitare una bella città d’arte come Ferrara, con un ritorno economico per i negozianti locali».
A questo punto pare si sia perso il treno, per le lungaggini burocratiche, di attirare gli investitori per l’outlet. Ora bisogna ricreare quelle condizioni per sbloccare la situazione, ricorsi giudiziari permettendo. E intanto l’apertura slitta ancora. (g.p.z.)
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