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Valle Pega restituisce ancora la storia

Valle Pega restituisce ancora la storia

Nuova scoperta nel sito di scavi: emerge un basamento in marmo e laterizi, probabilmente di un faro

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COMACCHIO. Apre uno squarcio verso nuovi orizzonti di studio della storia antica il ritrovamento archeologico dei giorni scorsi, che afferma con decisione l’identità di un territorio nato e cresciuto sull’acqua, floridissimo emporio commerciale in epoca romana. Durante un sondaggio su un fondo agricolo posto a circa un chilometro dal sito archeologico di Santa Maria in Padovetere, dove lunedì scorso sono ripresi gli scavi della nave tardo-romana portata alla luce nell’autunno scorso, lo staff di archeologi diretti da Mario Cesarano, funzionario della Soprintendenza per i beni archeologici dell’Emilia Romagna, è emerso un basamento quadrangolare in laterizio, rivestito di marmo. «L’ipotesi che si sta delineando è quella che si trattasse di un faro – ha commentato Cesarano -, visto che si trova in confluenza di percorsi d’acqua. Proprio qui correva la Fossa Augusta – ha aggiunto il funzionario della Soprintendenza, affiancato dall’archeologo Giovanni Petrucci -, fatta scavare da Augusto per collegare il corso del Po alle rotte commerciali di Ravenna». Il sondaggio nel terreno, di proprietà di un coltivatore diretto di Fiscaglia, si è reso necessario, quando quest’ultimo ha richiesto alla Soprintendenza un parere in merito a lavori di erpicatura da svolgere nell’area interessata dallo scavo. La Soprintendenza, in accordo col privato, ha ritenuto di procedere con indagini, dopo che già negli anni ’70 l’area, scavata da Giovanni Uggeri, aveva messo in luce la presenza di un manufatto di interesse archeologico. «Oltre alle operazioni di scavo – ha aggiunto Cesarano – sono state scattate foto digitali per meglio studiare il contesto nel suo insieme e la natura del monumento». L’ipotesi più accreditata è quella che il faro fosse al servizio di un porto fluviale, dato che nei pressi scorreva l’antico alveo del Po e che l’imperatore Augusto, nell’ottica del rafforzamento dei traffici commerciali via acqua, aveva fatto costruire la Fossa Augusta. Il basamento quadrangolare emerso dal terreno, presenta un lato di 7 metri e 40 centimetri e si presume che oltre ad essere al servizio delle imbarcazioni, avesse anche uno scopo monumentale. Per tutta l’estate, grazie al finanziamento di 75mila euro stanziati dal ministro Franceschini, anche nel sito archeologico di Santa Maria in Padovetere proseguiranno gli scavi diretti da Cesarano. Intanto ieri sul sito è arrivato anche Alberto Angela, che mercoledì era a Pomposa: «Siamo davanti ad uno straordinario patrimonio ancora da scoprire, ma soprattutto da tutelare», ha esordito introducendo il servizio che “Superquark” manderà in onda su Rai Uno il 27 agosto dal sito archeologico in valle Pega.

Katia Romagnoli

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