Moria vongole in Sacca Delocalizzazione in arrivo
Goro, l’hanno chiesta venticinque cooperative su quarantaquattro Potranno utilizzare temporaneamente la nursery Pianasso di 120 ettari
GORO. Dopo l'incontro in Regione che si è svolto mercoledi' scorso e l'accordo raggiunto tra le i rappresentanti delle Cooperative le loro associazioni con l'assessore all'Agricoltura, Caccia e Pesca, Simona Caselli, per la delocalizzazione temporanea del prodotto nella zona chiamata "Pianasso", per quelle cooperative colpite da una eccezionale crisi distrofica per anossia delle acque, nella mattinata di giovedi' sono state 25 sulle 44 cooperative titolari di concessioni demaniali nella Sacca di Goro a chiedere la possibilita' di utilizzare temporaneamente lo specchio acqueo denominato "Pianasso" avente una superficie di circa 120 ettari al fine di poter delocalizzare il prodotto presente nelle concessioni demaniali marittime: Coop. Il Fiume, Gorino, San Marco, Pesca, Venus, La Verace, Pescatori del Delta, Rosa dei Venti, Clams, Strascico, Reamar, S. Antonio, La Vongola, Albatros, Goro & Bosco, Laghese, Volano, La Vela, del Mare, Adriatica, Ass. Produttori Pesca, Apollo, Co.Pe.Go., Estense, Allevatori Vongole. Questa operazione tende a salvare il salvabile, ovvero, in caso di criticita' nelle prossime settimane specialmente nei giorni del cosiddetto morto d'acqua, se si verificasse una crisi anossica come quella che ha colpito la Sacca il 23 luglio, queste cooperative hanno la possibilita' di delocalizzare il loro prodotto nel "Pianasso". Intando si continuano a quantificare i danni che per diverse cooperative specialmente quelle che hanno le concessioni nella zona centro orientale della Sacca, sono notevoli, infatti in diverse concessioni la moria è stata del 50%, 70%, e anche del 100%. Non se ne parla perche' la moria ha toccato "solo" una ventina di pescatori, si tratta dei pescatori con le reti da posta, che hanno visto morire quintali di pesce tra acquadelle, anguille, gamberi, cefali, e soprattutto granchi, che tra qualche settimana dovevano trasformarsi nelle preziosissime "moeche", un prodotto quasi autoctono, un vanto per la Sacca di Goro, pero' di questi pescatori che dovrebbero essere "protetti" visto che sono i soli a tenere in piedi una tradizione centenaria della pesca nella Sacca di Goro e in particolare nelle Valli di Gorino, praticamente non interessa a nessuno, anzi vengono visti come un fastidio anche dai loro colleghi delle cooperative perche' pongono dei problemi veri (non vengono ascoltati), sul come sperimentare altre forme di ricambio dell'acqua per evitare nel periodo estivo, la famigerata "acqua bianca" che ha causato un autentico disastro ambientale. Ma questa cosa merita un approfondimento piu' specifico, semplicemente perche' la Sacca di Goro non vuol dire solo vongole.
Odino Passarella
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