Sit-in in piazza sotto il sole Intervengono polizia e 118
Un giovane con problemi di salute è rimasto seduto per ore fino a sera in centro «Non mangio finché non tornerà la pace». In aiuto anche il sindaco e don Bedin
Vive da tanti anni in Italia, ex studente di farmacia, è ospite di Villa Albertina, struttura che ospita stranieri in difficoltà e non, ha 30 anni e viene dal Togo: in piazza Trento e Trieste, a ridosso del Duomo, per l’intera giornata di ieri, fino a tarda sera, ha messo in atto un sit-in tutto particolare, che ha destato curiosità in tutti quelli che sono passati per la piazza. E che ha portato in successione a intervenire la polizia per due volte, la Municipale per quasi tutto il pomeriggio, una ambulanza coi sanitari del 118 che lo hanno visitato, per valutare la necessità di provvedimenti coercitivi sanitari (il Tso).
Alla fine, nemmeno il tentativo di mediazione di don Domenico Bedin, arrivato in piazza a metà pomeriggio lo ha indotto a spostarsi e almeno a non restare sotto il sole (e per fortuna che quella di ieri era una giornata accettabile anche sotto la canicola). Ma non c’è stato verso. Nemmeno don Domenico, che si è seduto a terra con lui, è riuscito a schiodarlo dalla piazza dove è rimasto seduto, sempre senza muoversi dal punto prescelto, annunciando di non volersi spostare da lì «finchè non avrà pace». Una pace difficile da trovare, spiegano gli amici preoccupati, per i problemi di natura psichiatrica di cui soffre da tempo, da oltre 3 anni.
Non a caso nel tardo pomeriggio, sono arrivati prima il sindaco Tiziano Tagliani e poi il suo vice Massimo Maisto: la loro presenza, spiegavano gli amici che conoscono da tempo il 30enne e che hanno loro stessi chiamato forze dell’ordine e soccorsi, era per valutare se mettere in atto un provvedimento di forza per spostarlo. Fino a tarda ora il provvedimento non è stato deciso mentre gli stessi amici speravano che il 30enne desistesse «per sfinimento, che gli manchino le forze di restare qui».
Del resto, ribadiscono, il giovane ha problemi di natura psichiatrica da 3 anni e nelle ultime settimane ha deciso di non prendere più medicine, che almeno gli potevano dare un autocontrollo. Così il suo sit-in lo ha motivato scrivendo sulla borsa gialla che aveva davanti a sè, con un pennarello, con cui annuncia il digiuno: «Non mangio più finchè non avrò pace».
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