Studenti in Puglia sulle terre confiscate alle mafie
ARGENTA. Una settimana a Cerignola (Foggia) con Libera, l'associazione che si prefigge di combattere tutte le mafie. È l'esperienza vissuta, dal 13 al 20 luglio scorsi da un gruppo di sette...
ARGENTA. Una settimana a Cerignola (Foggia) con Libera, l'associazione che si prefigge di combattere tutte le mafie.
È l'esperienza vissuta, dal 13 al 20 luglio scorsi da un gruppo di sette studenti delle scuole superiori ferraresi, per la precisione alcuni del Polo agroalimentare Navarra-Vergani e alcuni altri dell'istituto superiore di Argenta-Portomaggiore.
Con loro, tre docenti ma anche alcuni pensionati dello Spi-Cgil, in un'iniziativa che ha cercato di unire le generazioni («a patto di farci chiamare zii e non nonni» raccontavano scherzosamente i partecipanti al campo più avanti con gli anni).
Ieri mattina, conferenza stampa per fare il bilancio di un'iniziativa che vuole essere la prima di una lunga serie. «È stata una settimana impegnativa sia dal punto di vista formativo sia da quello lavorativo - hanno raccontato due studentesse partecipanti -: abbiamo svolto lavori sulla nascita della mafia in Puglia e sulla sua diffusione anche nella nostra regione, e poi abbiamo coltivato la vite, pianta fino a quel momento per noi sconosciuta, raccolto pomodori, aiutato a realizzare un parco della memoria dipingendo murales e scrivendo i nomi delle sessantatrè vittime della mafia pugliese».
Il campo si inseriva nel lavoro che da anni Libera porta avanti sui beni confiscati ai boss.
«Vogliamo distribuire su quei territori un po' di legalità, dimostrare che un modello diverso di imprenditorialità può vincere», ha aggiunto poi Donato La Moscatella di Libera che qui sta svolgendo un lavoro davvero lodevole.
Per la prossima estate già si prevede un numero ben più elevato di partecipazioni e di richieste.
Gabriele Rasconi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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