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LA NOMINA

È un ferrarese il nuovo dg del Veneto

di Gian Pietro Zerbini
È un ferrarese il nuovo dg del Veneto

Luca Felletti è stato scelto da Zaia per l’incarico di segretario generale della programmazione della regione

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Da Nino Cristofori ad Alfredo Santini, da Enrico Letta fino a Luca Zaia. Un’altra porta si chiude e si apre, anzi si spalanca, un nuovo portone nella carriera di Luca Felletti, ferrarese, 45 anni, diventato in questi giorni – l’incarico è partito da ieri 1º agosto – nuovo segretario generale della programmazione con funzioni di direttore generale della regione del Veneto. In pratica è il manager di una delle più grosse regioni d’Italia.

Felletti è stato voluto dal governatore leghista Zaia, non tanto per affinità politiche, quanto per la competenza tecniche con cui il manager ferrarese ha saputo dimostrare soprattutto in questi ultimi dieci anni che lo hanno visto impegnato costantemente sul territorio veneto. A partire da incarichi di direzione generale in banche venete, consigliere di amministrazione dell’associazione bancaria italiana Abi a Roma a coordinatore del tavolo nazionale delle finanziarie regionali, non ultimo la ripresa della finanziaria regionale Veneto Sviluppo, prontamente riattivata in termini di assistenza alle imprese sul territorio con strumenti di garanzia e agevolativi.

Luca Felletti è stato negli anni Novanta il più giovane segretario provinciale della Dc, che ha sancito il passaggio poi nel Partito Popolare italiano, partendo da incarichi di responsabilità nazionale nel movimento giovanile della Dc. Pupillo di Nino Cristofori, in quegli anni è rimasto fedele all’ex ministro democristiano, non entrando in quella Ferrara Democratica voluta da Dario Franceschini che voleva superare l’asse Soffritti-Cristofori. Il suo impegno politico, nonostante l’amicizia con l’ex premier Enrico Letta, si è poi esaurito anche per incompatibilità professionali. Dopo il Ppi non ha avuto più incarichi politici.

Fin dai primi anni Duemila Felletti scopre infatti che, più che la politica, la sua vera vocazione è la finanza e l’amministrazione. Dipendente di Carife, spesso in sintonia con l’allora presidente Alfredo Santini, scala i gradini nell’istituto bancario ferrarese, partendo proprio dalla sede romana di piazza Venezia, durante la “golden age”.

Nel 2005 lascia però la Carife e inizia così l’avventura veneta prima nella banca Antonveneta seguendone i passaggi prima con l’olandese Abn Amro e poi con il Monte dei Paschi di Siena. L’incarico che lo ha messo maggiormente in luce negli ultimi anni è stato quello vicedirettore generale della finanziaria regionale. È uno dei pochi ferraresi membro dell’Abi, ma Felletti dopo la recente nomina a direttore generale della regione del Veneto ha ritenuto opportuno dimettersi da ogni incarico.

Di estrazione cattolica, ha scritto che sono state due grandi figure di sacerdoti come don Piero Tollini e monsignor Elios Mori a colpirlo e a formarlo fin da ragazzo.

Gli amici di Borgo Punta, il quartiere ferrarese dove è cresciuto, lo chiamano ancora il “Ragio”, soprannome che gli venne affibbiato all’età di 12 anni, quando già a quei tempi dimostrava di saper fare i calcoli molto bene. Ma oltre alla precisione quasi maniacale, si distingue anche per l’eleganza, tra completi gessati, fresco lana e doppio petto, non ha mai una piega o un capello fuori posto.

Sposato, due figli, Felletti nonostante i numerosissimi impegni professionali nel Veneto, vive ancora a Ferrara.

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