«Ma Cona si mangia troppi soldi»
Bene i 10 milioni da Bonacini per liste d’attesa, tagliare altri sprechi
Le risorse annunciate dalla Regione sono una buona prospettiva per il futuro, ma i conti economici del passato e del presente dell’ospedale di Cona stridono contro questi annunci. Lo spiega il coordinamento Uil, Fpl Ausl-Aosp di Ferrara in un intervento che parte dalla considerazione che «negli ultimi anni tutti i direttori generali oltre allo stipendio hanno ricevuto lauti premi/incentivazioni dalla Regione Emilia-Romagna per il loro operato nelle aziende sanitarie: sorge il dubbio - sottolinea la nota - che la riduzione dei tempi di attesa e il mantenimento della fiducia da parte dei cittadini non fossero obiettivi strategici su cui impegnarsi troppo. Altrimenti qualcuno dovrebbe restituire i soldi».
Tutto questo rientra nel principio del rigore, che però «verrà applicato solo ai cittadini che (sbagliando) dimenticano di disdire per tempo le visite prenotate: saranno multati, con il pagamento del ticket», ironizza la Uil. «Paradossale situazione dove i dirigenti politici e tecnici non sono chiamati a rispondere di quello che combinano», i medici prescriveranno meno visite ed esami, e vi sarà «un’ulteriore penalizzazione dei cittadini economicamente più deboli e socialmente fragili che si vedranno negare accertamenti sanitari comunque utili dal punto di vista preventivo». Dunque «c’è il rischio - spiega la nota - che sia compromesso uno dei “pilastri” del Servizio sanitario: la prevenzione e l’accessibilità dei cittadini alle cure».
E i soldi della Regione? «I 10 milioni di euro annunciati in pompa magna dal Presidente Bonaccini per il giusto contenimento dei tempi di attesa e la semplificazione dell’accesso alle prestazioni sanitarie possono essere considerati uno sforzo generoso a favore dei cittadini in una Regione che ha ancora tante eccellenze sanitarie». Ma, secondo i numeri e i calcoli della Uil sull’eccessiva spesa dei posti letto di Cona, ospedale criticato - ancora oggi - come scelta sanitaria conseguente alla chiusura dell’ospedale in città, «ogni anno l’ospedale S. Anna di Cona si “mangia”, da solo, quasi 5 (cinque) manovre regionali come quella straordinaria da 10 milioni di euro appena annunciata da Bonaccini». E allora, si chiede la Uil sanità, di fronte al processo di unificazione delle due aziende sanitarie ferraresi (Asl e Ospedale, ndr) il tutto potrà «tradursi in taglio di posti letto e prestazioni sanitarie, non nei tagli di spesa dei contratti trentennali dei servizi non sanitari di Cona (Project Financing): quand’è che i costi eccedenti di Cona saranno ridotti di almeno il 30% , con un risparmio di decine di milioni di euro?». Ultimo, non ultimo, il problema di una nuova mobilità dei ferraresi, non più verso Cona (lontana?!) ma verso la struttura di Santa Maria Maddalena, al di là del Po: «Chi non vuole andare a Cona (perchè troppo lontano e non ha fiducia dei nostri servizi, ndr) troverà a 15 minuti da Ferrara (per raggiungere Cona si impiega meno, ndr) lo sbocco naturale ai propri bisogni di salute».
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