Annunci hot e prostituzione: due arresti
Scoperto dai carabinieri un giro di sfruttamento di giovani cinesi, sequestrate le case del sesso. I soldi nascosti in frigo
L’annuncio prometteva “ragazze orientali sexy”, e chi rispondeva non restava certo deluso. Le prestazioni sessuali offerte erano fantasiose e diversificate e i prezzi accessibili: 50 euro per un servizio “singolo”, 100 con due ragazze assieme. Erano due le “oasi del sesso” che una coppia di sfruttatori aveva organizzato a Ferrara: una in un appartamento di via Goretti, e l’altra in via Bentivoglio.
Le oasi del sesso. Proprio da via Goretti erano arrivate, fin da marzo, le segnalazioni che hanno permesso ai carabinieri della Compagnia di Ferrara, al termine di una complessa indagine, di arrestare i due sfruttatori, denunciare una terza persona e sequestrare gli immobili adibiti ad alcova: oltre ai due in città anche un appartamento di via Emilia Ponente a Bologna.
Gli arrestati.In carcere sono finiti un uomo di 67 anni originario di Bologna e la sua compagna, una cinquantenne cinese soprannominata Lilly. Lui è stato catturato il 7 luglio, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare chiesta dal pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante e firmata dal gip del Tribunale di Ferrara. Lei invece, dopo quasi un mese di latitanza, è stata arrestata sabato pomeriggio mentre giocava al casinò di Saint Vincent, in Val D’Aosta. Entrambi sono accusati di favoreggiamento della prostituzione e favoreggiamento in concorso. Una terza persona, un 45enne originario di Reggio Calabria e domiciliato nel Bolognese, è stato denunciato per gli stessi reati.
Via vai sospetto. A mettere i carabinieri sulle tracce degli sfruttatori, era stata quattro mesi fa la proprietaria dell’appartamento di via Goretti, che aveva affittato al 67enne ora finito agli arresti. Oltre a problemi con la riscossione del canone di locazione, la donna aveva lamentato un via vai sospetto di uomini, a ogni ora del giorno e della notte.
I clienti ammettono. I successivi appostamenti dei carabinieri hanno permesso di individuare e interrogare alcuni clienti, che hanno ammesso i rapporti sessuali a pagamento con ragazze cinesi.
Gli annunci sexy. Appurata dunque l’attività di prostituzione, gli inquirenti sono passati agli accertamenti tecnici, scoprendo che il numero telefonico di riferimento (in uso alle giovani sfruttate) era pubblicizzato su un sito internet di annunci online, e si riferiva appunto a “ragazze orientali sexy”. Una linea, hanno appurato gli investigatori, alquanto “bollente”, con un nutrito giro di clienti e “prenotazioni”.
Intercettazioni. Le intercettazioni telefoniche tra i due arrestati hanno quindi rivelato ai carabinieri l’organizzazione del “business”: mentre la donna si occupava di reclutare le ragazze, tutte di origine cinese e spesso senza permesso di soggiorno, il compagno pensava alla parte amministrativa (ritirando parte dei guadagni delle prostitute) e logistica, affittando appunto gli appartamenti da utilizzare. Oltre a quello di via Goretti, c’erano infatti quelli di via Bentivoglio e di Bologna, affittati - rispettivamente - a un’altra cittadina cinese - e al 45enne residente a Bologna. E che è stato denunciato perché dalle conversazioni telefoniche emerge che era perfettamente consapevole del “business” della coppia e dell’uso della casa.
Il blitz dei “pompieri”. Per chiudere il cerchio e incastrare la coppia di sfruttatori, però, i carabinieri avevano bisogno di raccogliere elementi di prova “sul posto”. Così, si sono finti vigili del fuoco e, indossando le relative uniformi, sono entrati nell’appartamento di via Goretti con la scusa di una fuga di gas.
I soldi in frigo. In casa c’erano due ragazze cinesi, prive di documenti, che in seguito sono state identificate e portate al Centro di espulsione di Roma. Durante il sopralluogo, i “vigili del fuoco” hanno anche trovato tremila euro nascosti nel frigorifero, ritenuti frutto dellì’attività di sfruttamento della prostituzione e sequestrati. Ma mentre per il 67enne sono scattate subito le manette, “Lilly” è riuscita inizialmente a evitare la cattura, per poi essere arrestata, in collaborazione con gli inquirenti locali, mentre tentava la fortuna ai tavoli da gioco di Saint Vincent.
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