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Il centro del Barco chiuso? «Una perdita per la città»

Il centro del Barco chiuso? «Una perdita per la città»

L’appello del presidente Eridano Battaglioli per tenere aperta la struttura sociale «Abbiamo una storia alle spalle, noi impegnati perché tutto questo non muoia»

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« Quando sei anni fa sono stato chiamato per dare una mano al ‘Centro Sociale Il Barco’, ho accettato perché credevo fermamente che questa realtà non dovesse chiudere e per questo obiettivo mi sono sempre adoperato e continuerò a farlo».

Eridano Battaglioli presidente del sodalizio oggi che le cose non vanno molto bene è comunque rimasto sulle sue posizioni e non ha nessuna intenzione di mollare. «Ho dalla mia parte il presidente Ancescao, Gianni Artini - prosegue - che proprio durante l'ultimo, spero, costruttivo incontro con il sindaco Tiziano Tagliani, ha ribadito che “Il Centro del Barco, il primo ad essere costituito in Italia, non deve chiudere ed io sono al suo fianco». Le ragioni per cui sono ventilate le ipotesi di una chiusura alla fine dell'anno sono diverse: innanzitutto un affitto che dal prossimo anno il Centro deve ricominciare a pagare all'Acer, in quanto la struttura in cui risiede appartiene all'Ente Case popolari e che fino ad oggi ha scalato il canone solo per le spese che il Centro ha sostenuto per ammodernamento e ristrutturazione.

C'è poi il calo naturale dei soci che invecchiano e non sono sostituiti e le conseguenti entrate che ovviamente, stando così le cose, calano e le fonti di sostegno come la tombola o i pranzi sono modeste rispetto al costo complessivo del mantenimento del Centro. Qualche entrata “extra” è stata trovata ospitando ad esempio una Scuola di Ballo o altre associazioni ed in particolare d'estate con la rassegna Barco Estate che ha previsto tantissime serate organizzate insieme a Giampaolo Giberti che termineranno a fine agosto con un ricordo speciale di Beppe Fagioli e la Straferrara.

«Insomma cerchiamo le risorse dove è possibile - dichiara Battaglioli - ma speriamo molto sulle promesse che ci ha fatto il sindaco la scorsa settimana quando ha ammesso che chiudere il Centro sarebbe per il Barco una perdita sociale. Abbiamo una storia alle spalle a cui hanno contribuito le forze e la volontà di tantissimi volontari; oggi infatti sono sostenuto da una decina fra uomini e donne che sono la vita del Centro. Lo dobbiamo anche al loro impegno ed è a loro che va il mio primo grazie e la promessa che continuerò a lottare fino in fondo perché il Centro non muoia».

Margherita Goberti

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