La strage impunita, anche Ferrara chiede giustizia
La commemorazione a Bologna per le vittime della stazione Il ricordo dei cinque ferraresi uccisi dalla bomba 35 anni fa
Ieri per il 35° anniversario della strage alla stazione ferroviaria, che ha causato 85 morti e 200 feriti, erano diversi i gonfaloni dei comuni della nostra provincia. Una consuetudine che si ripete sempre ogni anno per "non dimenticare" ma anche per ricordare che la provincia di Ferrara ha purtroppo pagato un caro prezzo, in termini di tributo di sangue versato, annoverando cinque ferraresi tra le vittime dello scoppio della bomba. Paolino Bianchi, 50 anni di Vigarano Mainarda, Gaetano Roda, 31 anni di Mirabello, Vincenzo Petteni e Mirco Castellaro, entrambi di 31 anni, di Ferrara e Antonio Montanari, originario di S.Maria Codifiume, di 86 anni che è anche il più anziano tra le vittime. Nel lungo corteo partito da piazza Maggiore sono stati notati, oltre al Gonfalone della Provincia, anche quello dei comuni di Ferrara, Cento, Argenta, Portomaggiore, Bondeno, Vigarano Mainarda, S.Agostino, Mirabello e dell'Unione dei Comuni Terre e Fiumi. Con la sola eccezione di Bondeno tutti avevano un rappresentante dell'amministrazione comunale al seguito. «Sono presente - ha detto l'assessore di Ferrara Caterina Ferri - per non dimenticare ma anche per chiedere giustizia per una strage che, a distanza di 35 anni, ha ancora molti punti oscuri». Appuntamento doppio per il sindaco vigaranese che, prima della commemorazione ufficiale a Bologna, ha voluto portare un mazzo di fiori sulla tomba del suo concittadino perito tra le macerie della stazione ferroviaria. «Una democrazia - ha spiegato Barbara Paron - prospera quando la fiducia è più forte della rassegnazione. La nostra presenza a questa commemorazione significa che il tempo che passa non mitica il dolore per quanto è successo. Noi stiamo, e continueremo a farlo, dalla parte di chi quotidianamente si batte per mantenere viva la memoria di una feroce strage che non deve andare nel dimenticatoio». C'era anche una importante presenza politica targata Ferrara. «L'anniversario del 2 agosto - ha ricordato Paolo Calvano in veste di segretario regionale del Pd - identifica purtroppo anche una grossa frattura tra lo Stato e i cittadini. Dobbiamo fare di tutto per sanare questa frattura e l'unico modo è quello della ricerca, costante e continua, della verità su questa tragedia».
Giuliano Barbieri
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