La Nuova Ferrara

Ferrara

Mesola, il figlio della donna legata per due giorni: avevo temuto il peggio

Mesola, il figlio della donna legata per due giorni: avevo temuto il peggio

Il racconto: i vicini mi hanno avvisato che non vedevano mia madre da due giorni, l'ho trovata sotto il letto

2 MINUTI DI LETTURA





BOSCO MESOLA. «Guarda che da tua mamma c'è qualcosa che non va. Vieni a vedere». Grazie a questa telefonata della vicina, Bruno Mangolini, 72 anni, che abita a Bosco Mesola, è riuscito a salvare la madre ormai bloccata nella sua casa da oltre 2 giorni, legata dai rapinatori.

[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.11878398:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/ferrara/cronaca/2015/08/03/news/mesola-rapinata-resta-legata-per-due-gionri-1.11878398]]

«Quando la vicina mi ha chiamato sono partito subito per Mesola, con una certa angoscia. A casa della mamma ho trovato la porta della veranda forzata, così come quella d'ingresso. Al piano terra cassetti aperti e tutto per terra. Al piano di sopra, dove ci sono quattro camere da letto, armadi e cassetti aperti e a terra, un disordine indescrivibile. Nella camera della mamma, il letto, con lenzuola bianche era disfatto, lei non l'ho vista, ed ho pensato subito al peggio».

«Poi mi sono avvicinato al letto e l'ho vista, per terra, con la camicia da notte bianca un po' si mimetizzava. Mi ha chiamato per nome e mi sono tranquillizzato: ho visto che aveva mani e piedi legati con fascette da elettricista, ai polsi, il sangue era rappreso e lei era riuscita a calarsi il nastro adesivo dalla bocca. Era lì da due giorni, rimasta in mezzo al proprio sporco. Ho preso un coltellino e l'ho liberata. Poi ho fatto chiamare dalla vicina carabinieri e soccorsi. Mia madre ha raccontato, che nella notte tra giovedì e venerdì si è svegliata verso le 2, dice forse di aver sentito un rumore e perché qualcuno con i guanti le ha preso le mani e puntato la luce di una pila».

La donna, continua il figlio, «ha detto che erano in due, forse tre, con il volto coperto, non le hanno usato violenza, sono stati quasi gentili, chiedendo se volesse un bicchiere d'acqua per la pastiglia sul comodino, ma lei ha detto che l'avrebbe presa più tardi, cosa che non è accaduta. I malviventi le hanno chiesto se voleva una caramella e l'hanno legata, con le mani davanti, poi i piedi e l'hanno imbavagliata con il nastro isolante e lasciata lì sul letto, dove l’ho trovata io, ma a terra, e dopo 2 giorni». (m.r.b.)

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google