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Mesola, rapinata resta legata per due giorni

Mesola, rapinata resta legata per due giorni

L'assalto in casa tra giovedì e venerdì: domenica mattina l'allarme della vicina al figlio che trova la madre e la salva. La 93enne ricoverata sotto shock, ma sta meglio

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MESOLA. E' rimasta legata mani e piedi ed imbavagliata, nel letto di casa per oltre due giorni, prima che il figlio la trovasse e la liberasse. Legata da almeno tre malviventi che nella notte tra giovedì e venerdì scorso sono entrati in casa sua in via Casiglia, nella campagna di Mesola, vicino all'argine del Po di Goro, dove il figlio l’ha liberata solo ieri mattina: due giorni da incubo per Emma Santi, 93 anni, alla quale i rapinatori non le hanno fatto del male, se non lo strappo della catenina dal collo.

Strappo della catenina. Cercavano solo, senza trovarli soldi e valore, mettendo sottosopra la casa, scappando poi con la catenina, lasciando per terra la bigiotteria, arraffando pochi oggetti d'oro, telefono cellulare e carica batterie. Nessuno si è accorto di niente. La donna che viveva sola, non aveva denaro in casa, sarebbe dovuta andare a ritirare la pensione, oggi (lunedì 3 agosto), in banca, con il figlio Bruno Mangolini, 72 anni, come avviene da anni.

L’allarme dei vicini. Ad accorgersi che qualcosa non andava una vicina di casa della Santi che aveva notato una persiana sistemata in modo strano, diversa dalla posizione delle altre. E ieri mattina, nel vedere da due giorni la persiana sempre allo stesso modo, la vicina si è decisa a chiamare il figlio dell'anziana che verso le 9.30 è arrivato, da Bosco Mesola, dove abita, in via Casiglia.

Bruno Mangolini ha trovato la porta d'ingresso forzata, disordine in casa ed ha capito che era successo qualcosa di brutto.

Era a terra sotto il letto. E’ salito al primo piano e ha trovato la madre, in camera da letto, per terra, con polsi e caviglie legati da fascette da elettricista, mentre il nastro isolante utilizzato per imbavagliarla, Emma Santi era riuscita a toglierselo dalla bocca. Davanti alla casa di Emma Santi tra venerdì e domenica mattina sono passate diverse persone, vicini di casa diretti verso Mesola per svolgere commissioni, come la stessa vicina che per prima ha avuto il sospetto che qualcosa di strano fosse successo all'anziana.

Nessuno si era accorto. Così come il panettiere che, sabato mattina, ha consegnato pane e latte a domicilio, suonando anche il campanello, ma non ricevendo risposta non si è allarmato più di tanto, sapendo che la donna spesso era in giro per il giardino ad accudire i diversi gatti di cui si prendeva cura, oppure in bagno. Quindi ha lasciato il pane alla porta e se ne è andato. L'ultimo a vedere la madre, il figlio, nella tarda mattinata di giovedì quando gli ha portato alcune medicine. Nemmeno la famiglia che abita a pochi metri di distanza dalla casa della Santi si è accorta di nulla (anziana madre con il figlio).

L’allarme ai carabinieri. Tutto si è mosso quando Bruno Mangolini è entrato in casa, ieri mattina lanciando poi l’allarme ai carabinieri della stazione di Mesola e del Nucleo operativo radiomobile di Comacchio, coordinati dal tenente Andrea Coppi, col supporto del Nucleo di investigazione scientifica che ha eseguito tutti i rilievi. L’anziana si trova ora ricoverata, in osservazione, all'ospedale del Delta: le sue condizioni non sono gravi, ma ha comunque subito un forte choc.

Maria Rosa Bellini

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