E tra i vicini di casa crescono paura e preoccupazione
MESOLA. Mesola il giorno dopo la rapina ai danni di Emma Santi, 93 anni, legata ed imbavagliata al letto da tre rapinatori mascherati che si sono introdotti nella sua casa in Via Casiglie, nella...
MESOLA. Mesola il giorno dopo la rapina ai danni di Emma Santi, 93 anni, legata ed imbavagliata al letto da tre rapinatori mascherati che si sono introdotti nella sua casa in Via Casiglie, nella campagna, vicino all'argine del Po di Goro, nella notte tra giovedì e venerdì scorsi e che è stata ritrovata e soccorsa dal figlio, solo nella mattinata di domenica. Nella zona, tra i vicini di casa, c'è paura. Si tratta di zone popolate, ma tra una casa e l'altra vi sono anche diverse decine di metri di distanza e poi ci si pone la domanda che ad Emma non è stato fatto del male, i malviventi l'hanno legata ed imbavagliata, ma non l'hanno picchiata o minacciata con armi, ma se non fosse andata così?
«Quante se ne sentono di persone che vengono rapinate in casa e picchiate, o peggio anche colpite con armi ed a volte uccise?», si chiedono alcuni residenti di via Dossone e Casiglia, dove Emma vive.
«Pensare che circa un mese fa - ricorda una vicina di casa di Emma Santi - il nostro borgo aveva notato un'auto che gironzolava tra via Casiglia e via Dossone. Purtroppo non siamo riusciti a prendere il numero di targa, ma abbiamo avvisato i carabinieri, che prontamente hanno fatto dei controlli e dei sopralluoghi, senza però trovare nulla di significativo. Ora magari quell'auto non era nulla, ma alla luce di quanto accaduto ad Emma, si pensa a tutto».
Intanto il lavoro dei carabinieri procede senza sosta per dare un volto ai rapinatori che si sono introdotti in casa di Emma Santi, che resta ricoverata, anche se le sue condizioni non destano particolari preoccupazioni, in osservazione, all'ospedale del Delta di Lagosanto.
Maria Rosa Bellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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