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Trovato il virus della West Nile «Ma sangue sicuro»

Trovato il virus della West Nile «Ma sangue sicuro»

L’agente infettivo presente in un lotto di zanzare a Bondeno Ghinelli (Avis): già avviati i test sui donatori, nessun blocco

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Il virus della West Nile, malattia che si presenta con una lunga serie di sintomi che spesso comprendono anche febbre, mal di testa, nausea e vomito, è ricomparso nella nostra provincia. Come informa in un dispaccio il Servizio Prevenzione collettiva e Sanità pubblica dell’Assessorato regionale alle Politiche per la Salute, l’agente infettivo è stato individuato in un lotto di zanzare catturate il 21 luglio scorso a Bondeno.

L’avviso sanitario ha fatto immediatamente scattare l'obbligo di introdurre lo screening per la West Nile per tutte le donazioni effettuate nella provincia estense.

«Un esame che a Ferrara è già a regime da alcuni giorni - spiega il presidente provinciale dell’Avis Florio Ghinelli - Lo abbiamo introdotto su tutte le sacche di sangue e per i riceventi quindi non c’è alcun rischio».

Il provvedimento comporta limitazioni anche per le donazioni effettuate nelle altre province, dove è obbligatorio il test per tutti i donatori che abbiano soggiornato anche per una sola notte nel territorio della provincia di Ferrara, oltre che in quello delle province, regioni e Paesi nei quali è stata registrata la presenza del virus.

Tra le misure che scattano automaticamente quando viene riscontrato il rischio di infezione c’è la sospensione per 28 giorni dei donatori di sangue ed emocomponenti che abbiano soggiornato nelle zone dove è presente il microrganismo responsabile dell’infezione.

Una presenza già accertata in molti territori, in particolare del nord Italia: tra queste, come riporta il sito Avis dell’Emilia Romagna, Brescia, Cremona, Lodi, Milano, Modena, Parma, Pavia e Reggio Emilia. Ferrara quindi non è l’unica provincia della regione dove il virus ha attecchito.

«La sospensione per 28 giorni dei donatori considerati “a rischio” può essere superata effettuando il test per la West Nile su tutti i donatori - sottolinea ancora Ghinelli - i controlli consentono di verificare la sicurezza del sangue e degli emoderivati».

Il virus in questi giorni non è stato rinvenuto in nessuna sacca di sangue. I donatori possono presentarsi quindi in un centro Avis e sottoporsi ad un test preliminare che indica la presenza o meno del virus e, in caso di esito negativo, la donazione risulterà valida.

Nelle scorse settimane un solo caso di infezione ha coinvolto una paziente della provincia che è stata curata e seguita dalle strutture sanitarie di Rovigo.

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