Un summit all’Arpa contro le puzze
Comuni e protezione civile a consulto. La Bonifica: possiamo solo fornire acqua. Confesercenti: non esageriamo il disagio
LIDO ESTENSI. L’altra notte quel terribile odore acre lo hanno sentito anche a Ferrara, in zona est e all’Ipercoop, e a macchia di leopardo in altre zone di Voghiera e Ostellato. Ma è sui Lidi, l’intera porzione comacchiese della costa da Volano e Spina, con sconfinamenti a Marina di Ravenna, che il fenomeno delle puzze notturne “picchia” con continuità dalla scorsa settimana, tanto da innescare reazioni ormai sempre meno composte. «Non si riesce a dormire, cosa fanno le autorità», «non ce la raccontano tutta», perfino «se continua così tanto vale andarsene»: non si contano più i post sui social, le telefonate alle redazioni dei giornali e all’Arpa, proprio adesso che la stagione è al top. Non tutti avvertono il problema ma l’esasperazione di chi si sente colpito è ormai a livelli di guardia e spinge la mobilitazione delle autorità. Questa mattina, nella sede dell’Arpa, si svolgerà un vertice alla presenza anche delle amministrazione di Comacchio e Ostellato, Azienda sanitaria, Protezione civile e Consorzio di Bonifica, «finalizzato all’individuazione delle operazioni da mettere in atto per porre fine al fenomeno. L’Arpa - si legge in una nota dell’agenzia ambientale - su indicazione dell’Asl, effettuerà prelievi di aria nelle zone interessate alle esalazioni».
Va precisato ancora una volta che l’Arpa non ha dubbi sull’origine del fenomeno: nè roghi di rifiuti, abusivi o meno, nè produzioni industriali, ma «l’incendio di sterpaglie in località Mezzano», che ha innescato «la combustione, tuttora in atto, di torba normalmente presente nel terreno». L’area interessata è più vicina territorialmente all’Ostellatese e misura 40 ettari, con numerosi focolai attivi. Perché il picco delle puzze è sempre alle 3 di notte, come se ci fosse un timer umano a farlo scattare? Secondo il servizio meteo dell’Arpa la colpa è delle puntuali brezze giornaliere, che di sera prendono a spirare dalla terra verso il mare portando appunto nel cuore della notte la massima concentrazione di odori verso la costa.
Individuata la fonte del problema, tuttavia, la soluzione resta per ora lontana. «Ci hanno chiesto di tenere ben invasati i canali d’irrigazione della zona interessata, che in condizioni normali avremmo già fatto calare in quanto la trebbiatura del mais è già molto avanti e le coltivazioni non ne avrebbero bisogno - spiega il presidente del Consorzio di bonifica, Franco Dalle Vacche - In questa maniera ci sarà acqua in abbondanza per gli interventi di spegnimento, che però, trattandosi di un vero e proprio incendio su vasta scala, spettano a vigili del fuoco e protezione civile. Allagare l’intera area o scavare lo strato di torba? Si tratta di proprietà privata, non si possono prendere iniziative senza precise disposizioni delle autorità». Servirebbe, insomma, un’ordinanza del Comune su indicazione dell’Asl, che non sembra escludere una soluzione drastica (leggi articolo sotto). Il vertice di stamane sarà comunque decisivo.
Nel frattempo gli operatori turistici incrociano le dita, cercando peraltro di non sopravvalutare il problema: «Direi che gli odori di giorno non si avvertono quasi, mentre di notte si possono prendere degli accorgimenti, e in ogni caso fenomeni del genere ci sono sempre stati in questa stagione - è la valutazione di Luca Callegarini (Confesercenti) - Il fastidio maggiore per i turisti, in questo periodo, sono... le zanzare». In effetti giusto ieri il monitoraggio del Centro ecologia applicata del Delta del Po ha segnalato il superamento della soglia di tolleranza, ma nel solo Lido Volano, dove sono stati effettuati interventi adulticidi.
Stefano Ciervo
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