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PROFUGHI

Comuni terremotati, tre dicono no

Sant’Agostino e Mirabello si uniscono al rifiuto di Bondeno

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FERRARA. «Io ho scelto di esserci, per il rispetto che porto alle istituzioni e per la volontà di chiarire la mia posizione direttamente con il Prefetto, prima che parlare con i giornali. Ma la sostanza resta questa: il Comune di Sant’Agostino, come quello di Bondeno, non è disposto ad accogliere neanche un profugo. Non abbiamo intenzione di caricarci di questo problema, perché ne abbiamo uno ancora più grande».

Fabrizio Toselli, sindaco di Sant’Agostino, ha detto “no” all’appello affinché tutti i Comuni del Ferrarese facciano la loro parte. Una scelta condivisa anche da un’altra amministrazione terremotata, quella di Mirabello. «È una questione semplice, pratica - prosegue Toselli - Un esempio su tutti. Ci sono famiglie di San Carlo sfollate a Vigarano, e che però hanno iscritto i loro bambini alle scuole elementari di San Carlo, aspettando di riavere una casa. La mia priorità non è trovare una casa per i profughi, ma per questi nostri concittadini».

Si dichiara invece «pronto a essere denunciato» il sindaco leghista di Bondeno Bergamini rivendicando la sua assenza alla riunione in Prefettura: «Non ci spaventa andare incontro a una denuncia per aver ostacolato la folle rincorsa delle prefetture a trovare alloggi per clandestini in aree terremotate. Se un sindaco deve aver paura a difendere i diritti dei propri cittadini, oggi discriminati, è meglio che si dimetta». E il consigliere regionale Alan Fabbri ha rincarato la dose: «Questa è la nuova Resistenza. E se il sindaco di Bologna sfida la legge per i matrimoni gay, noi lo facciamo per difendere gli interessi dei terremotati».

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