Ferrara, il prefetto: sui profughi, ognuno faccia la sua parte
Attesi a giorni altri cento arrivi: «Applichiamo le direttive ministeriali, l’accoglienza diffusa ha dimostrato di funzionare»
FERRARA. Nel giro di una decina di giorni altri 1300 richiedenti asilo arriveranno in Emilia Romagna e, tra questi, un centinaio è destinato alla Provincia di Ferrara. Proprio le procedure di accoglienza che, a cascata, dal Ministero dell’Interno coinvolgono Prefetture ed enti locali, sono state al centro, ieri mattina, di una riunione nell’Ufficio territoriale del Governo con i sindaci dei Ferrarese.
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«Un confronto utile - spiega il Prefetto Michele Tortora - perché non tutti gli amministratori avevano chiaro il meccanismo dell’accoglienza». Questa dovrà, prima di tutto, essere articolata sulla base di criteri territoriali basati principalmente sulla popolazione. Dunque per i Comuni con meno di 4.000 abitanti la quota corrisponde a 6 profughi, si va poi nella fascia tra i 4 e i 10mila abitanti (12 persone da accogliere), quella tra 10 e 20mila abitanti (26 profughi), da 20 a 30mila (30 profughi) e infine oltre i 35mila (35 profughi).
Attualmente in tutto il territorio ferrarese sono 470 i richiedenti asilo che hanno trovato ospitalità, e a fronte degli ultimi sbarchi, continua Tortora, «ho fatto appello allo spirito di collaborazione dei sindaci, tenendo conto che finora la formula dell’accoglienza diffusa ha premiato».
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Dei 100 prossimi arrivi, infatti, un quarto ha già trovato collocazione, con 13 assegnazioni a Copparo e 12 a Berra, ma per i restanti 75 non è stata ancora individuata una soluzione che, in ogni caso, non interesserà immobili pubblici ma andrà cercata nella collaborazione tra amministrazioni e privati. Da qui l’appello del Prefetto ai Comuni, considerato però che in sei casi (Ferrara, Jolanda di Savoia, Masi Torello, Fiscaglia, Comacchio e Ostellato), la quota di assegnazioni è già stata colmata, e le municipalità dell’Alto Ferrarese incluse nel cratere del terremoto saranno le ultime a essere chiamate in causa.
A chiamarsi fuori, del resto, ieri sono stati i Comuni di Sant’Agostino e Mirabello che, pur partecipando alla riunione (a differenza del primo cittadino di Bondeno, Fabio Bergamini, che ha deciso di disertare l’incontro), hanno chiarito di avere come priorità le esigenze dei residenti che ancora scontano le conseguenze del sisma.
«Una decisione comprensibile e che rispetto - precisa Tortora - ma non è escluso che in futuro, e in caso di necessità, siano chiamati a loro volta a compiere qualche piccolo sacrificio. Ci si deve ricordare che l’accoglienza dei richiedenti asilo risponde a precise direttive ministeriali, di cui Prefettura e amministratori locali rappresentano gli esecutori. Giusta e condivisibile la richiesta dei sindaci di essere coinvolti e informati - conclude il Prefetto - è un tassello indispensabile per il modello di accoglienza diffusa che intendiamo perseguire».
Alessandra Mura
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