La Nuova Ferrara

Ferrara

Le catene? L’arcivescovo sospende il giudizio

Le catene? L’arcivescovo sospende il giudizio

Monsignor Negri è in ferie. Quando tornerà si esprimerà sul progetto comunale E il radicale Zamorani annuncia un flash mob sul sagrato: «Servono ponti»

3 MINUTI DI LETTURA





L’arcivescovo non è a Ferrara. È in vacanza. Ma non c’è mattina che non perlustri i giornali e segua la cronaca. Anche la più recente dedicata alle catene per marcare l’area di rispetto del duomo: progetto del Comune condiviso con il Capitolo della cattedrale che ha ricevuto l’assenso della sovrintendenza.

Attraverso il suo ufficio stampa l’arcivescovo però manda a dire che prima di pronunciarsi aspetta di vedere di che cosa si tratta. Letta per un certo verso questa comunicazione potrebbe essere interpretata come una sospensione del giudizio e quindi che non è detta l’ultima parola (del monsignore).

Più che piacere ai parametri estetici urbani della sovrintendenza, la domanda che potrebbe essersi posta l’arcivescovo è a che cosa servono le catene. Oltrepassabili, quindi inutili alla funzione di delimitare, far da lieve barriera o minimo contrasto agli eccessi della movida serale. Crediamo che la Curia quanto il Comune siano consci che il progetto sottoposto al vaglio della sovrintendenza ha un valore unicamente simbolico-confinario. Davanti alla cattedrale c’erano cent’anni fa, ma allora la movida non esisteva, mentre era necessario marcare ciò che era dello Stato da ciò che era della Chiesa.

Il tema vero è la funzione pratica delle catene (che già esistono ai lati). Certamente non avranno alcuna funzione dissuasoria. E questo l’arcivescovo lo sa. Mentre l’assessore ai lavori pubblici Aldo Modonesi ieri ha risposto alla domanda della Nuova circa i rischi che correrebbe chi viola il recinto: «Mi prende alla sprovvista. Diciamo che entra in un’area privata...». Raggiungibile alzando una gamba. Contravvenzioni, avvertimenti, richiami? E da parte di chi? Ieri in prima pagina il nostro giornale ha scherzato posizionando un paio di guardie svizzere sui “confini”.

Chi non scherza è monsignor Negri che nel suo messaggio di buone e serene vacanze ai ferraresi del 25 luglio è tornato sulla questione del rispetto della cattedrale con parole chiare: «Ancora una volta esprimo il mio profondo disagio perché non sono state minimamente accolte le mie preoccupazioni educative sulla realtà dei nostri giovani e sul loro modo di divertirsi che compromette la salute quando non la stessa esistenza - come testimoniano bene gli incresciosi episodi di cronaca recente - ed è per questo che vi esorto affinché cogliate la preoccupazione di paternità culturale e spirituale che muove i miei interventi, anche quelli sul rispetto della nostra cattedrale e della città».

È un tema ricorrente dal 2013, da quando l’arcivescovo ha preso possesso della diocesi e ha condannato gli eccessi della movida e le invasioni di campo (il sagrato vero e proprio). Tra l’altro il tema è stato riacceso dalla donna (videoripresa dal circuito interno) che ha fatto i propri bisogni nell’atrio del tempio, dietro una porta. Monsignor Negri: «A proposito della cattedrale non posso non manifestare la mia preoccupazione, dal momento che si rinnovano gesti di profanazione - perpetrati anche dentro lo spazio del tempio - dovuti a disaffezione, a bravate ma in ogni caso contro la nostra tradizione, che è una tradizione di grandezza, di bellezza e di umanità affascinante. Sporcare alcuni ambienti della cattedrale, come è accaduto, è il segno di una inciviltà profonda e, al di là di essa, di ostilità alla tradizione della fede». A fronte di questa determinazione di difesa probabilmente le catenelle rasoterra per il Comune sono un “contentino”, per la sovrintendenza “tollerabili”, per l’arcivescovo “poco”.

Nel dibattito si inserisce il radicale Mario Zamorani di Pluralismo e Dissenso che evverte: «Non so se il Comune, sollecitato in questa direzione da altri o no, installerà delle catene o altre forme di divisione nella piazza davanti al duomo.Ritengo sia più opportuno costruire ponti piuttosto che installare catene. In ogni caso se lo farà fin d'ora comunico che organizzeremo un flash mob sul luogo».

Stefano Scansani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google