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Mezzano: ora allaghiamo l’area

Mezzano: ora allaghiamo l’area

Il vertice Arpa-enti locali ha inviato sul posto una task-force, entra in azione la Portezione civile. Bisogna circondare la fumarola con argini: serviranno giorni

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MEZZANO. La mobilitazione degli enti pubblici voluta dall’Arpa ha prodotto l’effetto di attivare, a qualche giorno dall’esplodere del problema-puzze, la prima task force pubblico privato per intervenire sulla fonte identificata degli odori molesti: la torbiera a fuoco nel Mezzano.

Il tavolo riunitosi ieri mattina nella sede dell’azienda ambientale, alla presenza dei sindaci di Ostellato e Comacchio, dei tecnici dell’Unione dei Comuni e del Consorzio di bonifica, della Protezione civile della Provincia e dell’Igiene pubblica dell’Asl, ha individuato come obiettivo primario «sommergere l’area attraverso l’impiego di acqua derivata dal vicino canale con due gruppi di pompaggio. Considerata l’urgenza delle azioni da intraprendere - riconosce la nota conclusiva - si è deciso d’incrementare l’efficacia dell’intervento facendo confluire sul luogo mezzi movimento terra, per costruire argini di contenimento, e pompe idrovore per aspirare acqua dal canale adiacente e allagare tutta l’area.

È stata coinvolta, per questo, la Sala operativa regionale delle Protezione civile che si è dichiarata pronta, così come i Comuni di Ostellato e Comacchio, a mettere a disposizione le attrezzature necessarie». La colonna mobile della Protezione civile è in effetti intervenuta sul posto, nel pomeriggio, per dar man forte agli operai dell’azienda agricola proprietaria, già al lavoro da tempo. Serviranno un paio di giorni solo per circondare di argini il quadrilatero (gli ettari sono probabilmente più dei 20 calcolati dal tavolo degli enti), visto che ieri mattina i contrafforti erano poco estesi ed alti solo poche decine di centimetri.

Poi bisognerà appunto invadere completamente d’acqua l’area, e aspettare che s’infiltri in profondità per spegnere tutti i focolai della torba. Servirà una settimana per risolvere il problema, a occhio e croce. Nel frattempo l’Asl continuerà a monitorare costantemente la qualità dell’aria con le centraline già presenti a San Giuseppe di Comacchio e a Ostellato, senza dispiegare rilevatori di emergenza.

Solo spegnendo totalmente quella fonte di fumarole si potrà provare che non ci sono altri focolai di puzze, come non pochi, in queste notti insonni con la gola irritata, tra Comacchio e Lidi continuano a sospettare.

Gli elementi a sostegno di queste teoria sono, in particolare, una presunta nota di fondo pungente, simile alla plastica bruciata, nell’odore diffuso in particolare sulla costa, e la direzione dei venti che non sarebbe congruente. «Le esalazioni di fumi continuano a propagarsi a seconda della direzione principale del vento» è la risposta indiretta della nota ufficiale Arpa (cioè la brezza cambia nel corso della giornata e delle località). «Ho annusato personalmente i campioni di torba bruciata prelevati dall’Arpa, è proprio l’odore che abbiamo sentito in queste notti» è la testimonianza del sindaco di Ostellato, Andrea Marchi.

Domani, inoltre, si svolgerà una visita nel Mezzano dell’assessore regionale all’Ambiente, Paola Gazzolo, programmata da tempo: sarà l’occasione per fare una stima anche del danno ambientale. (s.c.)

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