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lettera al sindaco

Notti insonni in via Oroboni Sale la protesta dei cittadini

Questa è la lettera rivolta al sindaco e firmata da 48 residenti in via Oroboni. Dopo anni di proteste ancora una volta vogliamo farci sentire con l’intento di sensibilizzare il nostro sindaco a...

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Questa è la lettera rivolta al sindaco e firmata da 48 residenti in via Oroboni.

Dopo anni di proteste ancora una volta vogliamo farci sentire con l’intento di sensibilizzare il nostro sindaco a rivedere la politica dissennata nel controllo delle attività e dei comportamenti degli immigrati nel contesto del tessuto cittadino ormai saturo. La conseguenza è l’attuale degrado di molti quartieri della nostra città, nei confronti dei quali l’autorità cittadina non interviene mai con regolamenti atti a risolvere situazioni paradossali e insopportabili, ma si arriva a negare o a distorcere la realtà con approcci quasi amatoriali, come se i problemi non esistessero, lasciando la comunità nelle situazioni più insofferenti obbligandola a subirne tutte le conseguenze.

L’ultima nostra protesta a lui indirizzata e pubblicata dalla stampa cittadina risale ai primi di luglio, dove molti cittadini di via Oroboni denunciarono l’insopportabile comportamento del conduttore e dei clienti di un esercizio commerciale (alimentari - etnico), che a ogni ora, in particolare oltre le ventiquattro dopo aver bevuto birra e vino, urlano in modo fastidioso, sgradevole e molesto.

A oggi non è stata pubblicata una riga di risposta alla nostra protesta al sindaco e petizione al questore, infatti, tutto prosegue nella norma, urla, schiamazzi e abbandono di bottiglie dovunque nelle vicinanze, facendo uso dei muri del palazzo e delle auto in sosta come fossero latrine. Non è mancato, una sera, anche l’improvvisazione di un mercatino con vendita di vestiario durante il quale l’euforia era indescrivibile; per fortuna dopo segnalazione alla polizia è ritornata una calma fittizia, dopo poco, tutto come sopra. Alcuni abitanti esasperati dalla situazione, dovendo in questo periodo di calura tenere le finestre aperte, attorno alla mezzanotte hanno protestato ai balconi perché limitassero gli eccessi, di tutta risposta, hanno ricevuto ingiurie gravi, offese, e inviti minacciosi a scendere. Invitiamo, dunque, per l’ennesima volta, le autorità a regolare questo minuscolo esercizio alimentare, dove si concentrano all’interno decine di persone intrattenute da musica assordante e altrettante decine all’esterno, sparse dappertutto a bere e schiamazzare. L’autorità deve ricondurre l’attività del negozio nella normalità indicata dal permesso concesso. Invitiamo il sindaco a prendere qualche provvedimento per un minimo di tranquillità e prevenire che la situazione degeneri, poiché qualche abitante del quartiere esasperato potrebbe accettare l’invito a scendere e potrebbero poi crearsi condizioni pericolose. Gradiremmo dal sindaco due righe di risposta, con qualche proposta, alle nostre proteste.

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